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Recensione: I fiori del male

 I fiori del Male di Charles Baudelaire

Titolo: I fiori del male

Titolo Originale: Les Fleurs du mal

Autore: Charles Baudelaire 

Genere: Poesia

Prezzo Cartaceo: € 11,00

Pagine: 432

Pubblicazione: 4 giugno 2014

Editore: Feltrinelli

Collana: Universale economica. i Classici

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: La prima edizione dei "Fiori del male" (giugno 1857) fu sottoposta a processo per oltraggio alla pubblica morale: sei poesie furono condannate ed espunte dal testo. Seguirono altre due edizioni, una nel 1861, l'altra, postuma, nel 1868. Il libro di Baudelaire, compendio ed emblema della poesia moderna, giunge, con intatta fragranza, nel cuore della nostra epoca. Dolce e atroce, nei suoi versi accoglie il profumo degli angeli e il suono della metropoli, la seduzione della bellezza e la miseria del declino, l'azzurro di lontananze inattingibili e il tedio della ripetizione. In un ventaglio straordinario di registri e di toni, dà forma al grido delle passioni e al gelo dell'esilio, alle ferite dell'amore e al sapere amaro del viaggio. La traduzione di Prete, con testo originale a fronte, è condotta all'ombra delle forme metriche baudelariane e del loro ritmo. In un lavoro ventennale, di testo in testo, il traduttore ha cercato ogni volta la forma che meglio potesse corrispondere con il testo originale e che fosse, allo stesso tempo, in sintonia con la tradizione poetica italiana, con la sua lingua. Una nuova traduzione di "Les Fleurs du mal", condotta sulla più moderna edizione critica dell'opera di Charles Baudelaire, che tiene conto, per ricostruire la vicenda testuale, anche dei volumi della "Correspondance".

Recensione: Se proprio l'immagine del prisma non è così immediata e comprensibile, potrei dire che la lirica di Baudelaire, in questo specifico testo, assomiglia ad uno specchio: a seconda di come guardiamo, osserviamo e interpretiamo le sue poesie, loro rispondono in modo diverso, ma assolutamente aderente allo stato d'animo con cui le abbiamo cercate e abbracciate. Prima di scadere, e con molto piacere, nell'adulazione più sfacciata

Senza dubbio la mia sezione preferita è "Spleen et Idéal", che è la più piena e la più ricca; qui troviamo alcune delle poesie più belle, a mio avviso, del poeta francese, poesie dedicate a numerose Donne, con la D maiuscola, come Jeanne Duval, la sua attrice mulatta, musa ispiratrice della sensualità più carnale, o come Mme Sabatier, l'angelica o Marie Daubrun, intrigante, infida ma allo stesso tempo da proteggere. 

La figura della Donna qui è in primo piano, e con lei tutti i sentimenti possibili che essa può scatenare, dai più puri ai più perversi.

Non mi soffermerò tuttavia nel fare una critica letteraria di questo testo, è già noto che fece scandalo, che fu censurato, che l'opera va intesa come un viaggio immaginario del poeta, e che le liriche non sono da considerarsi in ordine cronologico, ma appunto nel senso di un percorso che va dalla consapevolezza di essere superiori alla massa (Baudelaire si paragona ad un albatros per questo), al desiderio di fuga verso piaceri che possano farlo cadere nell'oblio, come il vino, la droga o il piacere carnale.

"Inno alla bellezza" - disquisizione filosofica sull'origine della Bellezza, il cui perno è l'antitesi Inferno/Paradiso
"La chioma" - l'incredibilità del dedicare un'intera poesia ai capelli di una donna
"Sed non satiata" - amore e stregoneria; una nera magica mezzanotte
"La cornice" - breve ed intenso inno alla splendente centralità della Bellezza
"Tutta intera" - sottile e perversa tentazione
"Il veleno" - l'amore come tormento e come terribile malia
"Canzone di pomeriggio" - sensualità, erotismo velato, adorazione
"A una mendicante dai capelli rossi" - l'assoluta ingiustizia della povertà
"A una passante" - una delle mie preferite in assoluto, descrive la felicità fuggevole, ma intensa, fulminea ma amara
"Allegoria" - la supremazia della Bellezza che nulla teme, neanche la Morte
"A colei che è troppo gaia" - prorompente erotismo
"I gioielli" - seduzione ed oscenità
"Le promesse di un volto" - romanticismo seguito da una sfacciataggine che fa arrossire.

Leggetelo perché vi arricchirà, perché è un libro moderno e attuale, pur se scritto sotto forma di lirica.
Potrete scoprire che la poesia non è poi così tanto noiosa come ci si aspetta di solito.



Recensione: Il carnefice

 Il carnefice di Francesca Bertuzzi 

Titolo: Il carnefice

Autore: Francesca Bertuzzi 

Genere: Thriller 

Pagine: 286

Prezzo Cartaceo: € 5,90 (libro usato) 

Prezzo Ebook: € 3,99 

Pubblicazione: 3 Maggio 2012

Editore: Newton compton editori

Collana: Gli insuperabili

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: In uno di quei piccoli paesi della provincia italiana all'apparenza tranquilli, ma in cui il male esiste, si nutre e cresce fra le vie strette, le case decadenti e i bar semibui, sta per avere inizio l'incubo. È qui che abita Danny, una ragazza di origine africana, arrivata in Italia ancora bambina, insieme alla madre e alla sorella. Una sera, dopo aver chiuso il locale in cui lavora, Danny viene aggredita. Fa appello a tutte le forze che ha per difendersi dalla brutale violenza, finché a salvarla arriva Drug Machine, il suo datore di lavoro e l'amico più caro. Ma il peggio per lei deve ancora venire e la sta aspettando proprio sulla soglia di casa. Lì la ragazza trova uno strano messaggio che fa d'un tratto riaffiorare i dolorosi fantasmi della sua infanzia: una sorellina e una madre scomparse troppo presto e troppo in fretta, violenze subite e taciute, difficili da raccontare... Chi ha lasciato quell'angosciante messaggio e perché? Chi vuole riportarla indietro nel tempo, insinuando in lei dubbi capaci di sconvolgerle la vita? In un crescendo di colpi di scena riemergeranno, uno dopo l'altro, antichi segreti e sepolte bugie. La verità sarà la più scomoda e inquietante che si possa immaginare.

Recensione: Romanzo ben congegnato sotto il punto di vista narrativo, capace di mantenere l’attenzione e la tensione del lettore dal primo all’ultimo capitolo senza mai rallentare il ritmo e scadere in tempi morti o superflui. 

Una storia che ha la sua originalità, almeno nel panorama del thriller italiano, e in cui si evidenzia in modo chiaro il background di studi cinematografici della Bertuzzi. 

Pur dipingendo il quadro di una piccola provincia italiana come tante, l’ambientazione e lo stile narrativo peculiare dell’autrice ricordano molto il genere pulp di matrice americana, da cui pare attingere a piene mani, con un rimando a Quentin Tarantino.

Senza mai scadere però nell’eccessivo e nello splatter, riesce a descrivere con efficacia una piccola realtà fatta di tranquilla abitudine e apparenza, sgretolandola poi in una spirale di eventi che mostrano una realtà cruda, brutale, toccando argomenti scabrosi e attuali; mantenendo una struttura della storia lineare e facile da seguire. 

L’intercalare tra il passato di Danny e i fatti del presente, le diverse situazioni vissute dai protagonisti che si intrecciano confluendo in un’unica destinazione fino a chiarire il mistero, l’enigmatica apparizione di Bonnie e la sua crescente importanza nella vicenda, l’attrazione nata e sviluppata tra la donna e la protagonista, l’azione, la psicologia e il thriller, sono tutti elementi ben calibrati fra loro che contribuiscono alla riuscita di un libro piacevole che si divora in fretta.
Interessanti i rimandi a documentari o immagini della Tv che raffigurano situazioni vissute o caratteri di alcuni personaggi.

Tuttavia una pecca la si può riscontrare nella credibilità di alcune situazioni che paiono risolversi con eccessiva facilità, scadendo a volte quasi nell’inverosimile. 

Lo stesso vale per i comportamenti e le reazioni di alcuni personaggi, che sono comunque per la maggior parte ben studiati, con una loro storia e peculiarità che li rende credibili e accattivanti. 

Danny, protagonista e narratrice della sua storia, è una donna singolare, aggressiva, forte. Una donna d’azione con un passato abbastanza oscuro alle spalle da accattivarsi l’interesse del lettore e indurlo a seguirla. 

Sempre coerente nei pensieri e nelle azioni. Come il migliore amico e compagno d’avventura Drug Machine, uno dei personaggi di maggior spicco dal carattere perfettamente delineato, tanto da renderlo subito riconoscibile. 

Facile immaginarseli e immergersi nella loro storia.

Lo stile narrativo è fluido, scorrevole, veloce. Senza virtuosismi, ma con azzeccate immagini figurative che rendono bene il carattere e la peculiarità della voce narrante, come già detto, Danny stessa.



Recensione: Diario di un' adolescenza rubata

 Diario di un' adolescenza rubata 

Titolo: Diario di un' adolescenza rubata 

Autore: Jane Elliott 

Genere: Narrativa Straniera 

Prezzo Cartaceo: € 6,90 - (Libro Usato)

Pagine: 286

Pubblicazione: 9 ottobre 2008

Editore: Newton Compton Editori

Collana: Nuova Narrativa Newton

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: Sadie è una bambina che ha perso il padre. Sua madre, disperata per la morte del marito, si rifugia nell'alcool e nella relazione con un uomo brutale che sconvolgerà le loro vite. E in una fredda mattina d'inverno, a soli tredici anni, Sadie subirà la più terribile delle violenze. Dopo ripetuti abusi da parte del patrigno scoprirà di essere rimasta incinta, ma il peso della vergogna porterà la ragazza ad abbandonare la figlia dopo il parto e a fuggire lontano, dimenticando tutto e tutti. Vivendo la sua vita, Sadie diventa un'affermata donna d'affari, proprietaria di un'importante catena di intimo sexy e di famosi locali notturni. Ma il passato torna a bussare alla sua porta. Il suo terribile segreto la catapulterà in un inferno da troppo tempo rimosso.

Recensione: Siamo nel 1990 a Londra, a Wandsworth, dove vive una 13enne, Sadie Burrows, che ha perso il papà e vive da sola con la mamma, Jackie, che però soffoca il dolore del lutto nell’alcool.

La situazione non è delle migliori in casa: Sadie è costretta praticamente a vedersela da sola, anche per sfamarsi, ogni tanto commette qualche furto e a scuola si ritrova abbastanza isolata, fatta eccezione per un paio di amichette.

Nonostante tutto, Sadie non si lamenta, fino al giorno in cui la madre si porta in casa il suo nuovo fidanzato: Allen, che scopriamo subito avere una cicatrice sulla pancia.

I problemi iniziano presto: Allen è uno scansafatiche che manda a lavorare solo Jackie, mentre lui se ne sta sul divano a guardare la TV, dando con rabbia e presunzione ordini a destra e a manca, a suon di minacce.

Per Sadie restare a casa è ormai un incubo: Allen è cattivo, manesco, tirannico, e l’unico sentimento che le suscita, oltre alla paura, è repulsione

Certo, finchè lui non la tocca, la sua situazione sarà sempre migliore di quella del suo compagno, il povero Jamie Brown, il cui corpo è pieno di lividi.
Non sa quanto si sbaglia.

Allen non ha abbandonato la propria natura di pedofilo e Sadie ne farà le spese, subendo abusi sessuali ripetuti e minacce.

La ragazzina, disperata e sola, sa di dover tenere per sé il suo segreto, soprattutto perché lui fa leva sul senso di colpa e vergogna, e sul fatto che nessuno crederebbe mai a un a bambina bugiarda e ladra.

La seconda parte del libro è collocata  17 anni dopo.

Sadie Burrows ha 30 anni, ha cambiato cognome e vita, è una donna d’affari intelligente, fredda, cinica, il cui lavoro è disapprovato moralmente dalla società, che vorrebbe tanto saperne di più sulle sue origini, che invece la donna tiene accuratamente celate.

Sadie dovrà fare i conti con le terribili esperienze che l’hanno vista tristemente protagonista, sola e indifesa; adesso è una donna adulta, che sa come difendersi e che ha imparato a tenere alta la testa e anche la corazza emotiva per non sentirsi più vittima delle vessazione e dei ricatti altrui.

E se è vero che c’è qualcuno che dal passato merita comprensione perché privo di qualsiasi colpa, è altrettanto vero che qualcun altro merita solo vendetta.

E' un romanzo che tratta argomenti crudi e lo fa con un linguaggio altrettanto crudo, spietato, feroce; anzi, devo dire che è così denso delle cattiverie degli adulti, da risultare in alcuni momenti inverosimile.

La realtà raccontata dall'Autrice è un inferno vero e proprio (che lei ha vissuto personalmente, non dimentichiamolo): le persone buone si contano sulle dita di una mano (e ne avanzano), e restiamo quasi stupiti dalla personalità di Zoe, che alla fin fine è una ragazza forte, per la serie "Mi piego ma non mi spezzo". 

La donna che è diventata un po' mi ha spiazzata, ma è pur vero che la sua ostentata durezza è da ricondurre a un'adolescenza disumana che l'ha fatta crescere troppo in fretta.

E' una storia di violenze e soprusi, ai quali la protagonista non soccombe (e questo non possiamo non apprezzarlo) ma ai quali risponde con coraggio e con un gran desiderio di vendetta e riscatto.

Si legge molto fluidamente, per lo stile e per le vicende, che comunque non lasciano indifferenti, perchè ci si arrabbia davanti alle vessazioni e alle ingiustizie, anche se (sensazione mia, assolutamente soggettiva) si fa un po' fatica a empatizzare con la protagonista, che ci appare un po' distante e anaffettiva; nonostante vengano esternati i suoi stati d'animo, l'ho trovata emotivamente piatta, come se l'Autrice si fosse dimenticata di darle una reale "umanità"; non sto giudicando il fatto che l'Autrice abbia dato alla protagonista il diritto di scegliere che tipo di persona essere da adulta (considerata la sua infanzia), bensì mi riferisco a come la Elliott ce la presenta.

E' un romanzo forte e lo consiglio a chi ama le storie ispirate a fatti realmente accaduti, in cui abbondano realtà drammatiche di abusi, che tirano fuori il lato peggiore di certi esseri umani.





Recensione: La compagnia dei celestini

 La compagnia dei celestini di Stefano Benni

Titolo: La compagnia dei celestini

Autore: Stefano Benni 

Genere: Bambini e Ragazzi

Prezzo Cartaceo: € 12,00

Prezzo Ebook: € 6,99

Pagine: 288

Pubblicazione: 27 dicembre 2012

Editore: Feltrinelli

Collana: Universale economica 

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: Un'oscura e crudele profezia che appare sui muri, scritta da una mano invisibile, incombe sulla ricca e corrotta terra di Gladonia. Anno 1990 e rotti: Memorino, Lucifero a Alì, gli spiriti più ribelli dell'orfanotrofio dei Celestini, fuggono per poter rappresentare Gladonia al Campionato Mondiale di Pallastrada, organizzato dal Grande Bastardo in persona, protettore degli orfani di tutto il mondo. Al loro inseguimento si lanciano Don Biffero, il priore Zopilote dal segreto diabolico, e Don Bracco, il segugio di orfani, nonché il celebre e cinico giornalista Fimicoli con il fedele scudiero-fotografo Rosalino. Nella fuga e nell'inseguimento si incontrano, si perdono e si ritrovano personaggi straordinari, i nove pittori pazzi Pelicorti, la bionda e misteriosa Celeste, i magici gemelli campioni di pallastrada, il re dei famburger Barbablù, il meccanico Finezza, il professor Eraclitus, l'Egoarca Mussolardi, l'uomo più ricco e fetente di Gladonia, e le numerose squadre di pallastrada provenienti da tutto il mondo, leoni africani, sciamani, pivetes e volpette lapponi.

Recensione: Questo romanzo è stato molto importante per me, perchè mi ha portata via dalla mia fanciullezza conducendomi in un mondo più adulto, sia in senso psicologico che letterario. 

Oltre ad essere una storia divertentissima, rappresenta una satira e una sorta di presa in giro e rappresentazione della decadenza e della volgarità in cui si trova mondo attuale: ambientata a Gladonia (corrispondente nientemeno che all'Italia), dove troviamo personaggi che tutti conosciamo: Berlusconi diventa Mussolardi, la Coca Cola diventa Stracola, Rimini Rigolona Marina, l'Adriatico l'Adrenalio e così via.

Ci sono poi Lucifero, Memorino, Alì, Celeste, i gemelli Finezza e altri orfani di varie parti del mondo che, a costo di rischiare la vita, si recano ai campionati di Pallastrada.

E' impossibile restare impassibili di fronte alla determinazione (o ostinazione) di quei ragazzi seguaci della pallastrada e del Grande Bastardo.

Oltre ad essi troviamo altri personaggi divertenti e indimenticabili che contribuiscono a rendere unico questo romanzo come Deodato "il bambino sfigato", i fantastici e strani pittori Pelicorti, il cuoco Passabrodet, l'eccentrico professor Eraclitus, il severo ma pauroso don Biffero.

E' una specie di realtà che diventa una favola, oppure rimane sempre una realtà rappresentata con qualche piccola modifica onomastica e gli elementi di fantasia sono pochi. 

Divertente, crudo, reale, forte.

Questo libro è una macedonia di tantissimi elementi diversi eppure tanto simili tra loro, piacevolissima da gustare.



Recensione: Discorso della servitù volontaria

 Discorso della servitù volontaria di Ètienne de la Boétie 

Titolo: Discorso della servitù volontaria

Titolo Originale: Discours de la servitude volontaire

Autore: Ètienne de la Boétie 

Genere: Scienza e teoria politica

Prezzo Cartaceo: € 9,00

Prezzo Ebook: € 1,99

Pubblicazione: 26 febbraio 2014

Editore: Feltrinelli

Collana: Universale economica-i classici

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: Talismano dei disobbedienti, manifesto segreto di ogni libertario: il "Discorso della servitù volontaria" è un capolavoro clandestino che non perdona. Intrattabile e senza fissa dimora dal giorno in cui vide la luce, contiene la resa dei conti di un giovane e di un nobile, Étienne de La Boétie incarna entrambe le qualità, con le passioni collettive più enigmatiche da decifrare: la paura della libertà e l'ansia della dipendenza. L'oppressione si regge infatti anche sulla connivenza delle vittime, uomini che amano le proprie catene più di se stessi.

Recensione: Certi uomini avevano una visione delle faccende umane che andava incredibilmente oltre la superficie, così a fondo da scovare concetti universali che resistono alla prova del tempo, perché talmente radicati in noi da risultare impossibili da cancellare e che ci portiamo dietro dal principio della nostra Storia. 

La cosa che più colpisce di questo breve discorso, oltre all'essere stato scritto nel Cinquecento, è la giovanissima età del suo autore: si dice che avesse, infatti, fra i sedici e i vent'anni. 

L'arguzia del suo discorso era così elevata e fuori dagli schemi, per l'epoca, da colpire anche un grandissimo filosofo come Michel de Montaigne, che volle assolutamente farsi amico quel giovane così brillante. 

Nel suo discorso, La Boétie mette in risalto l'assurdità della tirannia, ma seppure enfatizzi la malvagità dell'uomo che detiene il potere, si concentra soprattutto sul paradossale comportamento dei sudditi che, se solo volessero, potrebbero facilmente liberarsi di lui. Non è che un solo uomo, in fondo. Purtroppo, l'uomo pare essersi assuefatto alla servitù al punto di amare le proprie catene. 

Tuttavia, anche coloro che sono riusciti ad attirarsi i favori del tiranno, dovrebbero sapere quanto quella considerazione e quei favori siamo effimeri; pronti ad essergli strappati al primo capriccio di un uomo ubriaco di potere, che per il proprio vantaggio può essere disposto a tutto.

Purtroppo gli uomini, pur bramando la libertà perché insita nella propria natura, tendono ad assuefarsi alla servitù, a convincersi che non è poi così male; che in fondo è meglio la «vaga sicurezza d'una vita miserabile che la dubbia speranza di vivere felici. Molti popoli hanno vissuto assoggettati dalla nascita e mai hanno conosciuto altro, dunque non possono piangere per la libertà perduta o lottare per essa, ma la Boétie è comunque convinto che il desiderio di libertà sia talmente radicato nella natura umana, che anche in mezzo a questi popoli potranno nascere uomini in grado di desiderare l'inimmaginabile. Più difficile è trovare la forza e il sostegno per ottenerle.

Breve, denso, ma estremamente interessante. Non dimentichiamo che, seppur lontane dalla nostra società occidentale (ma non troppo), realtà del genere sono presenti ancora oggi, cinquecento anni dopo La Boétie.



 EAN: 9788807900822

Recensione: Uomini che amano/odiano le donne.

 Uomini che amano/odiano le donne. Difenditi dalle relazioni tossiche e liberati per sempre da stalker, narcisisti, manipolatori e psicopatici di Ruben De Luca

Titolo: Uomini che amano/odiano le donne.

Autore: Ruben De Luca

Genere: Saggistica

Prezzo Cartaceo: € 12,90 

Prezzo Ebook: € 4,99

Pagine: 448

Pubblicazione: 25 giugno 2024

Editore: Newton Compton Editori

Collana: Grandi Manuali newton

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐

Trama: Narcisisti, manipolatori, stalker e bugiardi patologici: la violenza ha mille volti e non è sempre facile riconoscerli. Come non è facile risalire alle ragioni – culturali, sociali, biochimiche – che troppo spesso innescano tra vittime e carnefici un meccanismo di dipendenza reciproca. La cronaca ci dice, però, che nella stragrande maggioranza dei casi sono le donne a subire le conseguenze peggiori di un “amore” che in realtà non è altro che desiderio di sopraffazione. Ed è soprattutto alle donne che si rivolge questo libro: basandosi su casi reali e sulla sua esperienza professionale, Ruben De Luca fornisce una guida pratica per riconoscere le “bandiere rosse” da tenere a mente se si pensa di essere coinvolte in una relazione tossica, tracciare l'identikit delle tipologie di partner da cui tenersi alla larga e individuare gli schemi mentali che rischiano di intrappolare nel ruolo di vittima, dal senso di colpa alla scarsa autostima. Un manuale di autodifesa psicologica completo e accessibile, per non sottovalutare i segnali di abuso e lasciarsi il pericolo alle spalle prima che sia troppo tardi.  Non aspettare che sia lui a cambiare. Difenditi! «Il libro scritto da Ruben è il più completo disponibile in lingua italiana sulle tecniche di manipolazione e su ogni tipologia di predatore, perché riunisce in un unico testo i contributi di numerosi autori italiani e internazionali sull'argomento e arricchisce il lavoro con consigli pratici per difendersi e contrastare la manipolazione relazionale» (dalla prefazione di Roberta Bruzzone). All'interno: L'identikit completo per riconoscere psicopatici, stalker e narcisisti patologici; Tutte le red flag che definiscono una relazione tossica; Le 10 tipologie di partner da evitare; I passi da seguire per mettersi al sicuro; Gli schemi mentali che intrappolano le vittime, dal senso di colpa alla scarsa autostima.

Recensione: In questo libro si affrontano temi molto forti ed estremamente attuali, esponendo sotto ogni punto di vista la violenza di genere intesa da parte di ambo i sessi (anche se la statistica pende nella donna come vittima). Si nota che chi commette violenza verso il prossimo ha un tratto caratteriale ben definito. I più “sono predatori delle emozioni altrui.

Un certo grado di manipolazione è presente in tutti i rapporti sani, avendo come scopo il bene dell’altra persona, ma la ‘manipolazione professionale’ rende il rapporto tossico attraverso l’uso di tecniche di ‘affabulazione’: sono le parole usate a dover essere attenzionate per riconoscerli. La prima reazione quando ci si trova di fronte ad episodi di questo tipo è la giustificazione di chi la sta mettendo in atto. Ma in molti casi, la violenza psicologica è il primo gradino di una scala che conduce nel tempo e spesso alla violenza fisica prima e al femminicidio poi, quando la vittima decide di liberarsi da questa situazione sgradevole. L’atmosfera culturale ha le proprio colpe: i bambini fin da piccoli vengono instradati nella divisione binaria per cui ai maschi vengono regalati attrezzi giocattolo e alle femmine bambole e cucine finte, instillando già l’idea che l’uomo sarà quello che da grande lavorerà mentre la donna penserà alla casa. Con i tanti, troppi casi di attualità abbiamo scoperto che la possessività morbosa non è tipica solo delle vecchie generazioni, ma anche di molti giovani convinti che se la propria partner ha delle libertà non sarà in loro potere e disponibile solo per loro. In questo senso sono le donne e le ragazze che devono imparare a riconoscere il pericolo prima che diventi difficile uscirne. A detta di Roberta Bruzzone, Psicologa Forense e Criminologa Investigativa nonchè Presidente dell’Accademia Internazionale delle Scienze Forensi, è il manuale più completo disponibile in lingua italiana sulle tecniche di manipolazione e su ogni tipologia di predatore, corredato da consigli pratici per difendersi soprattutto dalla manipolazione relazionale. Nella parte centrale del libro Rubens elenca tanti autori di studi e interviste di settore per dare un contesto fino a giungere poi all’ultima sezione in cui si trovano molti consigli di tutela personale e rafforzamento dell’autostima che creano una sorta di prontuario di autodifesa. 

Nella parte centrale del libro Rubens elenca tanti autori di studi e interviste di settore per dare un contesto fino a giungere poi all’ultima sezione in cui si trovano molti consigli di tutela personale e rafforzamento dell’autostima che creano una sorta di prontuario di autodifesa.



EAN: 9788822784247





Recensione: Ed Gein. Il macellaio di Plainfield

 Ed Gein. Il macellaio di Plainfield di Ruben De Luca

Titolo: Ed Gein. Il macellaio di Plainfield

Autore: Ruben De Luca

Genere: Reati e Criminologia - Saggistica

Prezzo Cartaceo: € 12,90

Prezzo Ebook: € 5,99

Pagine: 288

Pubblicazione: 26 settembre 2025 

Editore: Newton Compton Editori

Collana: I volti della storia 

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: A lui si rifanno personaggi indimenticabili e agghiaccianti come Norman Bates in Psycho o Buffalo Bill nel Silenzio degli innocenti, e la sua figura disturbante ha ispirato canzoni, romanzi, opere d'arte. Eppure Ed Gein, il “macellaio di Plainfield”, non è stato uno dei serial killer più prolifici della storia: le vittime accertate furono soltanto due. Ma ciò che la polizia ritrovò nella sua fattoria nel Wisconsin – maschere facciali in pelle umana, cadaveri riesumati e squartati, ossa usate per costruire oggetti domestici, teste e organi sessuali di donne conservati come macabri trofei – fu così sconvolgente da scolpire per sempre il suo nome nell'immaginario collettivo. Ruben De Luca ricostruisce con rigore scientifico e sensibilità narrativa la vita, i delitti e il mito di Ed Gein, illustrando il profilo psicologico e le radici delle sue perversioni, su tutte il rapporto morboso con la madre Augusta, bigotta e severissima. Arricchito da documenti originali inediti in Italia – relazioni psichiatriche, verbali d'interrogatorio, rapporti autoptici – il libro intreccia criminologia, psicologia e cultura pop, mostrando come l'orrore possa annidarsi anche in un insignificante contadino di provincia e indagando il fascino oscuro che Ed Gein continua a esercitare. Prefazione di Roberta Bruzzone. 

Recensione:  A tratteggiare la figura del non infaticabile assassino di campagna (due omicidi, più tre non accertati), è la nota criminologa Roberta Bruzzone, consulente in tanti talk show televisivi e autrice della prefazione al testo dell’amico e collega (figlio per inciso dell’attore Omar Sharif). Un lavoro, scrive, che colma una lacuna nella letteratura specializzata italiana, dal momento che mancava una monografia su Edward Theodore Gein.

Non solo è uno dei serial killer più citati nel mondo anglosassone, ma può essere considerato un’icona della versione più ributtante di quell’aberrazione criminale. Ha ispirato, ripetiamo, lo scrittore Robert Bloch, autore del thriller da cui è derivato il film cult di Alfred Hitchcock "Psycho. La storia di Gein", ed è alla base, oltre a “Non aprite quella porta” ed altre pellicole meno famose, anche di un altro romanzo, il silenzio degli innocenti di Thomas Harris. 

Uno dei capitoli più crudi per i lettori è il quinto capitolo, dedicato ai serial killer necrofili e necrofagi. 

Le due perversioni principali negli assassini seriali sono il sadismo e la necrofilia, ma tendono a escludersi a vicenda: un sadico necrofilo è praticamente impossibile, perché dove per il primo finisce il piacere (con la morte della vittima), per il secondo comincia la soddisfazione erotica. 

E questo tema anticipa la questione sollevata in avvio. 

Indubbiamente, gli omicidi seriali e i particolari scabrosi attraggono il pubblico, per motivi intrinseci: il fascino della suspense, la curiosità di esplorare i lati oscuri della mente umana, il magnetismo esercitato un po’ su tutti dalla cronaca nera. 

La vera forza del lavoro di De Luca risiede nello stile: non una semplice inchiesta, ma una narrazione asciutta, lineare e mai morbosa. Un’opera frutto di un lavoro di ricerca imponente e di un’analisi pressoché impeccabile di un uomo che ha incarnato e incarna tuttora l’esemplificazione del male.


EAN: 9788822794116

Recensione: Le avventure di Huckleberry Finn

 Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain 

Titolo: Le avventure di Huckleberry Finn

Titolo Originale: The adventures of Huckleberry Finn 

Autore: Mark Twain

Genere: Classici

Prezzo Cartaceo: € 10,00

Prezzo Ebook: € 1,99

Pubblicazione: 5 Giugno 2013

Pagine: 304

Editore: Feltrinelli

Collana: universale economica. I classici

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: "La storia di Huck e della sua fuga in zattera lungo il Mississippi con il negro Jim, fino al ricongiungimento col compagno di scorrerie Tom Sawyer negli ultimi capitoli di un libro che nacque come proseguimento del precedente Le avventure di Tom Sawyer, era tra le preferite di Ernest Hemingway, che citava sempre Mark Twain tra i suoi autori fondamentali: e non a caso, naturalmente, visto che fin dai suoi esordi anche l'autore di Fiesta lavorò molto duramente per riuscire a ricreare sulla pagina la lingua della strada, cosa per cui venne assai criticato. Molti, tra cui Joyce Carol Oates, considerano Le avventure di Huckleberry Finn 'Il Grande Romanzo Americano'. Altri, come T.S. Eliot, lo considerano l'unico vero capolavoro di Mark Twain. Di sicuro Le avventure di Huckleberry Finn è un romanzo-mondo, scritto superbamente, e divertentissimo. Huck Finn, in quanto ribelle adolescente refrattario a qualsiasi forma di autorità e di imposizione, sta all'origine di Holden Caulfield e di tutti i ribelli adolescenti della letteratura nordamericana. E il fiume Mississippi [...] è al tempo stesso uno dei protagonisti principali del libro e una metafora. Ma la storia di Huck Finn [...] è anche una grande satira sulla democrazia americana e sugli americani, in genere timorati di Dio ma sempre felici di impiccare un negro." (dall'Introduzione di Giuseppe Culicchia).

Recensione: Dopo aver incontrato Huckleberry Finn come personaggio secondario ne "Le avventure di Tom Sawyer", eccomi qua a commentare il libro che gli è interamente dedicato.

Mark Twain è un autore davvero spassoso, e la sua scelta di lasciar raccontare le avventure di questo libro al suo protagonista è sicuramente azzeccata, oltre che ben riuscita. Difatti, non aspettatevi un libro scritto nel linguaggio impeccabile di uno scrittore affermato, bensì attendetevi la trascrizione di un racconto come ce lo farebbe quel mascalzone di Huckleberry Finn, che come sempre suscita un'immensa simpatia.

Ritroveremo Huckleberry Finn così come lo abbiamo lasciato al termine del racconto dedicato al suo amico Tom Sawyer: arricchito (anche se non avrà modo di usare nemmeno un dollaro del tesoro trovato nella miniera) e "addomesticato" contro la sua volontà dalla vedova Douglas, che tenta invano di insegnargli le buone maniere e un modo di vivere rispettabile. Inutile dire che il nostro Huck non è per nulla abituato a questo genere di vita e non passerà troppo tempo prima che provi ad abbandonarlo. 

Quando finalmente ci riuscirà sarà nel modo che meno auspicava: rapito dal suo padre ubriacone, viene rinchiuso in una baita, dalla quale riesce a scappare inscenando il proprio omicidio. Si ritroverà così a vagare lungo il fiume Mississippi, imbattendosi in altri personaggi degni di nota, come il servo di colore Jim che diventerà un suo grande amico e compagno di viaggio. 

Si ritroveranno coinvolti in varie avventure che potrebbero quasi rappresentare dei racconti separati tra loro, se non fossero uniti da quel filo conduttore che è il fiume sul quale navigano.

Si imbatteranno in personaggi di ogni tipo, a partire dall'amico Tom Sawyer, passando per due mascalzoni che li coinvolgeranno nelle loro malefatte e che si spacciano per due nobili (un duca e un re). 

Saranno proprio questi ultimi due a dare vita agli stralci più divertenti del libro.


 


EAN:9788807900518 

Recensione: Le avventure di Tom Sawyer

 Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain

Titolo: Le avventure di Tom Sawyer 

Titolo Originale: The adventures of Tom Sawyer

Autore: Mark Twain 

Genere: Classici

Prezzo Cartaceo: € 9,90

Pubblicazione: 27 Giugno 2012

Pagine: 352

Editore: Giunti Editore

Collana: Classici tascabili

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: Nelle "Avventure di Tom Sawyer" (apparso nel 1876) l'autore dà voce ai sentimenti, alle storie e alle superstizioni che la sua generazione ancora condivideva nel periodo appena antecedente la Guerra di secessione, dove l'insicurezza e i problemi razziali dipingevano lo scenario emotivo della società americana del Sud. La storia picaresca è incentrata sulle figure di Huck Finn e Tom Sawyer i quali, oltre che nelle "normali" avventure che potevano capitare ai monelli della loro età, si trovano coinvolti in un fatto di sangue, allorquando, intrufolatisi nel cimitero della loro cittadina, diventano muti testimoni del delitto del dottore del paese. La rocambolesca serie di eventi che ne seguirà porterà Tom ad affrontare Joe l'Indiano, ben deciso a eliminare l'unico testimone del delitto. Tom riuscirà a salvarsi e a concludere felicemente l'avventura: da sempre monello, verrà consacrato finalmente eroe del paese!

Recensione:  Questo romanzo l'ho spesso sentito abbinato al giovane Holden o categorizzato come "romanzo di formazione".  

Questo di Mark Twain è un puro e semplice racconto per ragazzi. Divertente e spensierato. 

Il romanzo racconta delle avventure del monello Tom e dell'inseparabile amico Huck, che più di una volta faranno disperare il villaggio e la zia Polly, prima scomparendo, poi andando a caccia di tesori ed infine sventando anche un omicidio. 

L'infanzia è l'amicizia sono senza dubbio gli elementi portanti del romanzo, anche se c'è un principio d'amore (se così possiamo chiamarlo visto che si parla di due bambini) tra il nostro Tom e la piccola Becky che risulta simpatico e divertente. 

Il libro è logicamente scritto in un linguaggio facile e scorrevole, adatto appunto ad un lettore bambino. 

Si tratta di un libro appassionante ed adatto sia ai grandi che ai piccini. Un'avventura intramontabile.

E' un classico senza tempo, sicuramente da leggere!



EAN: 9788809774117

Recensione: Eragon. Volume 1

 Eragon. Volume 1 di Christopher Paolini 

Titolo: Eragon. Vol. 1 

Titolo Originale: Eragon 

Autore: Christopher Paolini

Genere: Fantasy per ragazzi

Prezzo Cartaceo: € 15,00

Prezzo Ebook: € 7,99

Pubblicazione: 3 ottobre 2012

Pagine: 600

Editore: Rizzoli

Collana: BUR Argentovivo

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: Quando Eragon trova una liscia pietra blu nella foresta, è convinto che gli sia toccata una grande fortuna: potrà venderla e nutrire la sua famiglia per tutto l'inverno. Ma la pietra in realtà è un uovo. Quando si schiude rivelando il suo straordinario contenuto, un cucciolo di drago, Eragon scopre che gli è toccato in sorte un'eredità antica come l'Impero. Forte di una spada magica e dei consigli di un vecchio cantastorie, dovrà cavarsela in un universo denso di magia, mistero e insidie, imparare a distinguere l'amico dal nemico, dimostrare di essere il degno erede dei Cavalieri dei Draghi.

Recensione: Questo libro è un'opera d'arte messa su carta. Forgiato nella testa di un giovane scrittore, che mette nero su bianco il suo mondo immaginario, dove vorrebbe ritrovarsi. E, coi lettori, ci riesce perfettamente.

Questo libro non è capace di annoiare nemmeno nelle descrizioni (obbligatorie per far conoscere un mondo purtroppo inesistente) o negli allenamenti impartiti da Brom.

Una trama che, anche se segue le orme di un quindicenne (Eragon, non lo scrittore), non risulta mai banale. In questo primo libro, vengono introdotti diversi personaggi che appaiono momentaneamente come secondari, ma saranno essenziali nel corso della storia.

Mi è davvero piaciuto tutto in questo libro: le sequenze narrative, descrittive, riflessive e i dialoghi vengono ben distribuiti.
Inoltre mi è piaciuto il fatto che con l'andare avanti con la trama, cambiano gli atteggiamenti dei personaggi: il cambiamento dei rapporti tra Brom ed Eragon, la crescita di quest'ultimo e il cambiamento di ruolo di Murtagh.

Ho apprezzato anche i rapporti politici tra le diverse fazioni di elfi, nani, surda, Varden e Impero.

Insomma, un viaggio fantastico che rende imprevedibile l'intera storia.


EAN: 
9788817061629

Recensione: Lettera al Padre

 Lettera al padre di Franz Kafka 

Titolo: Lettera al padre

Titolo Originale: Brief An den vater 

Autore: Franz Kafka 

Genere: Classici 

Prezzo Cartaceo: € 7,00

Prezzo Ebook: € 1,99

Pubblicazione: 5 giugno 2013 

Pagine: 96

Editore: Feltrinelli 

Collana: Universale economica. I classici

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: Mai come nella "Lettera al padre", scritta nel novembre del 1919, affidata alla madre senza tuttavia giungere al destinatario, Kafka ci ha dato un ritratto così lucido di sé. E molti dei motivi che vengono toccati in questa confessione anche spietata - primo fra tutti quello di "un immenso senso di colpa" - non possono che ricordare i suoi personaggi più famosi. Quello che qui viene messo in scena è un vero e proprio conflitto. Figura che incarna un'autorità assoluta, che "ha l'aspetto enigmatico dei tiranni, la cui legge si fonda sulla loro persona, non sul pensiero", agli occhi di Kafka il padre appare come il tipico rappresentante di un mondo da cui egli invece si sente escluso: pratico, utilitaristico, ben lontano dalle sue aspirazioni. Così, in pagine di forte impatto emotivo, Kafka svela la sua natura di "figlio diseredato" e proscritto, non compreso nella vocazione di scrittore, inquieto e in cerca di conferme quanto il suo avversario ostenta sicurezza. Nel saggio posto in appendice Georges Bataille indaga in modo provocatorio sui momenti di questa contesa. L'esperienza di Kafka diventa anche occasione per interrogarsi sul senso ultimo della letteratura. Forse nessun altro scrittore ha saputo mostrare come quel senso sia tutt'uno con la vita stessa.

Recensione: Sono precipitato subito nella mente di Kafka, nella sua vita e nei suoi pensieri. 

Scoprendo poi che lui aveva dato disposizioni di bruciare tutto, mi sembra una violazione nella sua sfera umana ma l’arte sopravvive agli artisti e se uno ha questo talento nel descrivere l’animo umano sarebbe stato un enorme delitto fare altrimenti. 

Kafka ci fa immedesimare nella torbida relazione che ha con il padre e ci fa diradare quella foschia che la vita ci pone davanti, facendo apparire sulla carta i pensieri che tutti hanno ma che in pochi sanno imprimere sulla pergamena. 

Quando la persona diventa artista tutto quello che fuoriesce da lui è dell’umanità, per quanto questo non possa piacere, è così. Se hai dentro qualcosa di speciale non puoi farlo restare occluso perché non ci riesci. Purtroppo, dopo la morte dell’artista questo viene spogliato di tutto, tipo santo e si comincia a prendergli tutto, dalle ossa, dai gioielli, dalle stoffe.

Le persone sono egoiste, hanno bisogno di idoli ma hanno anche bisogno delle risposte ai loro quesiti, che qualcuno metta per iscritto i loro dolori e le loro paure esistenziali. Ed è per questo che si fa man bassa di tutto, non facendo morire quel cuore colmo di disperazione. 

Ovviamente ci sono mille motivi per farli, la maggior parte delle volte economici ma era per parlare del concetto. La delicatezza e la lucidità delle parole sono impressionanti e seppur con le dovute differenze date dal tempo si può vedere tutta la distruttività dell’incomunicabilità e delle barriere.

Questo libricino non è solamente molto intenso ma è una rappresentazione dei costumi dell’epoca e dell’uomo che inizia ad avere questo mal di vivere, iniziando a riflettere sulla natura dell’uomo e sulle esperienze che lo hanno forgiato. 

Lo consiglio per la sua potenza, per le situazioni e riflessioni che chiunque si è ritrovato a fare e per l’importanza e il valore di una vita così importante.


EAN: 
9788807900310

Recensione: Cuore di Tenebra

 Cuore di Tenebra di  Joseph Conrad 

Titolo: Cuore di Tenebra 

Titolo Originale: Heart of Darkness 

Autore: Joseph Conrad

Genere: Classici - Avventura 

Prezzo Cartaceo: € 9,00

Prezzo Ebook: € 3,99

Pubblicazione: 5 giugno 2013

Pagine: 128

Editore: Feltrinelli

Collana: Universale economica. I classici

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: Cuore di tenebra fu scritto da Conrad in due mesi, nel 1898, sotto l'influsso della biografia e del mito di Rimbaud. È anzitutto un libro sul viaggio, sulla passione della scoperta di luoghi nuovi. In seguito, la vicenda di Marlow diventa una discesa agli inferi, nel cuore dell'Africa. L'incontro con Kurtz – agente dei mercanti d'avorio, che ha reso brutalmente schiavi gli indigeni – mette il protagonista, e il lettore, a contatto con il "cuore di tenebra": il Male, reso grottesco da quegli uomini che credono Kurtz una sorta di divinità. Ma anche lui è, a suo modo, una vittima della solitudine, della follia, della cultura occidentale che va in mille pezzi quando entra in contatto con l'Altro. La morale del polacco-inglese Conrad è una risposta polemica al russo Dostoevskij: dato che Dio non c'è, difendiamoci da soli contro noi stessi.

Recensione: Una lunga, lento ed inesorabile discesa verso la tenebra più nera. Una tenebra non esteriore, come potrebbe pensarsi, ma interiore. Una tenebra mentale o ancora più profonda: dell'anima.

Cuore di Tenebra è un romanzo particolare. Racconta dell'esperienza di Marlow, un capitano, durante una spedizione all'interno dell'Africa lungo un fiume, che non si ha difficoltà ad identificare come il fiume Congo.

Durante questo viaggio Marlow scende piano piano verso l'oscuro orrore del colonialismo occidentale (che è evidente che Conrad disapprova) che si esplica negli atti di violenza e sopraffazione dell'uomo bianco sugli indigeni locali.

Man mano che Marlow si addentra verso l'interno, inizia a fare la conoscenza con Kurtz un agente della Compagnia che ha creato attorno a se un alone di mistero che quasi lo fa apparire un mito.

E così, in Marlow cresce non solo la voglia di continuare il suo viaggio, ma anche il desiderio (sempre più forte) di conoscere Kurtz.
E Kurtz, alla fine, si rivelerà il cuore pulsante e tenebroso di tutta la storia. Lui che ha creato attorno a sé un impero di schiavi e di orrore.

Il racconto di Conrad tocca apici drammatici molto forti ed intensi e trascina il lettore verso le cupe e tenebrose ambientazioni da cui, pare, non vi è salvezza.
Ma non tutto è negativo, Marlow pur essendo sceso fino a cuore della tenebra riesce a redimersene, avendo, alla fine del romanzo, un gesto di umana pietà.
I personaggi del romanzo sono tutti molto vaghi.

Forse solo Marlow spicca per caratterizzazione e spessore.
Lo stesso Kurtz non ha una vera e propria individualità perchè vive, essenzialmente, dei racconti che altri fanno di lui e subisce, infine, in destino che si è autoinflitto non avendo in alcun modo la possibilità di cambiare direzione alla propria vita.

Un romanzo da leggere e rileggere, per toccare con mano la tenebra che è capace di raggiungere l'essere umano.




EAN: 
9788807900167

Recensione: Il signore degli Anelli. Il ritorno del re. Vol. 3

 Il signore degli Anelli. il ritorno del re. Vol. 3 di J.R.R.Tolkien

Titolo: Il ritorno del re. 

Titolo Originale: The lord of the rings: The return of the Kings 

Autore: J.R.R.Tolkien

Genere: Fantasy

Prezzo Cartaceo: € 18,00 

Prezzo Ebook: € 9,99

Pubblicazione: 1 settembre 2021

Pagine: 624

Editore: Bompiani

Collana: Tascabili narrativa 

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: «La scacchiera è pronta e le pedine si sono messe in moto.» Gandalf sa bene che ormai Sauron è pronto a sferrare il suo attacco: una nube nera incombe sulle Terre degli Uomini, oscurando il sole e le speranze. Il mago è a Minas Tirith, ultimo baluardo di coloro che si oppongono all'Oscuro Signore: qui accorreranno Théoden e i suoi Rohirrim; qui si ricongiungeranno Pippin e Merry, i due mezzomini che hanno saputo dimostrare tutto il proprio valore; qui si attende il ritorno dell'erede di Isildur, che arriverà per la via più inaspettata. E mentre una grande battaglia infuria a Gondor, Frodo e Sam affrontano a Mordor gli ultimi terribili passi del loro cammino: devono vincere la stanchezza e la paura per gettare l'Anello Unico nel fuoco del Monte Fato. Nel terzo e conclusivo volume de Il Signore degli Anelli il Bene trionfa, ma non senza grandi perdite, e il mondo a cui i valorosi combattenti fanno ritorno non sarà mai più lo stesso, come è stato per Tolkien dopo la Grande Guerra e come accade a tutti coloro che hanno attraversato grandi e piccoli cambiamenti: epiche o intime che siano, le battaglie forgiano chiunque, uomini, elfi, nani o hobbit allo stesso modo.

Recensione: Non ho molto altro da aggiungere riguardo allo stile e al modo di narrare di Tolkien, che rimane uguale anche nell'ultimo capitolo di questa trilogia. 

Quella de "Il Signore degli Anelli" è sicuramente una delle storie più affascinanti della letteratura, che trova la sua perfetta conclusione con quest'ultimo capitolo: "Il ritorno del Re".

Stavolta i capitoli narrano ritmicamente i punti di vista ora di un gruppo, ora di un altro gruppo di personaggi. Tuttavia, per assistere all'ultimo tratto del viaggio di Frodo e Sam fino al Monte Fato, il lettore dovrà attendere la seconda parte del libro.

"Il ritorno del Re" comincia, ovviamente, dove è finito "Le due torri", con Aragorn e compagnia che giungono a Gondor e si ritroveranno a respingere l'assalto delle truppe di orchi di Mordor, guidate dai Nazgul.

Le scene di battaglia sono descritte meravigliosamente, permettendo al lettore di immergersi e lasciandogli immaginare le scene in maniera spettacolare. 

Al racconto dell'assedio di Gondor e delle conseguenti decisioni che verranno prese da Gandalf e compagnia, si contrappone l'ultimo percorso di Frodo e Sam verso la distruzione dell'Anello, che dovrà essere gettato nel Monte Fato.

Quando tutto finirà, nel lettore si farà viva la consueta sensazione di vuoto, avvertita nel momento in cui gli ormai amati personaggi sono costretti a separarsi. 
La storia continua anche quando pare non ci sia più nulla da narrare, ma Tolkien se la prende comoda per decidere il destino finale degli Hobbit e del resto della compagnia, lasciandoci soddisfatti e consapevoli di aver esplorato un mondo fantastico, e di aver ascoltato una storia leggendaria.


EAN: 
9788830105287

Recensione: Il signore degli Anelli. Le due Torri. Vol. 2

 Il signore degli Anelli. Le due torri. Vol. 2 di J.R.R.Tolkien

Titolo: Le due Torri

Titolo Originale: The Lord of the Rings: The Two towers 

Autore: J.R.R.Tolkien

Genere: Fantasy

Prezzo Cartaceo: € 18,00

Prezzo Ebook: € 9,99

Pagine: 512

Pubblicazione: 1 settembre 2021 

Pagine: 512

Editore: Bompiani

Collana: Tascabili narrativa 

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐

Trama: Nelle Due Torri la Compagnia si sgretola. Merry e Pippin sono fatti prigionieri dalle forze del Male, ma riescono a fuggire e trovano soccorso tra gli Ent, esseri giganteschi, mezzi alberi e mezzi umani, con i quali si lanceranno all'attacco della torre di Saruman. Aragorn, Legolas e Gimli stringono un'alleanza con i guerrieri di Rohan, un popolo fiero e luminoso come l'argento di cui si veste, che per secoli ha resistito all'assalto delle tenebre. Nel frattempo Frodo e il devoto Sam continuano il loro faticoso viaggio verso il Monte Fato guidati da Gollum, l'antico possessore dell'Anello Unico. Ma spaventose creature li attendono e il loro cammino si interrompe tragicamente ancora una volta.

Recensione:  "Le due torri" l'immediato seguito de "La compagnia dell'anello". 

Tuttavia, la storia de "Il Signore degli Anelli" entra incredibilmente nel vivo ne "Le due torri", e al termine della lettura rimane ancor più impellente il bisogno di sapere come andrà a concludersi questa meravigliosa storia.

Come dicevo "Le due Torri" riparte precisamente dalla fine de "La compagnia dell'Anello". 

Il libro è diviso in due parti: la prima segue le avventure di Aragorn e i restanti membri della compagnia (compresi Merry e Pipino, seppur inizialmente divisi dagli altri); 

la seconda segue i passi di Frodo e Sam, incamminatisi verso il Monte Fato per compiere l'opera di distruzione dell'Anello, affiancati da un'insolita guida: l'infido Gollum.

Aragorn, Legolas e Gimli, pur rendendosi conto dell'importanza della missione e convinti che la cosa migliore sarebbe inseguire Frodo e Sam, decidono tuttavia di inseguire i rapitori di Merry e Pipino: partiranno dunque sulle tracce di un'orda di violenti orchi, nel tentativo di salvare i due Hobbit. 

Lungo il tragitto faranno un piacevole incontro, che li porterà ad incamminarsi verso Rohan, a intraprendere una sanguinosa (e bellissima) battaglia, fino ad arrivare ad Isengard al cospetto della torre in cui si rifugia il traditore Saruman.

Nel frattempo, Frodo e Sam si ritroveranno ad affrontare ogni sorta di pericoli, tutti acuiti dalla presenza di Gollum, chiaramente diviso tra due personalità: quella servile e che preserva ancora un pizzico di bontà, ovvero Smèagol, e quella perfida di Gollum. 

Mentre Frodo si affezionerà al piccolo e ripugnante disgraziato (e Smèagol a lui), Sam lo guarderà sempre con diffidenza. 

Tuttavia, la strada per Mordor e per il Monte Fato richiede anche di questi compromessi.

Nell'attesa che "Il ritorno del Re" chiuda il cerchio di questa bellissima storia.



 EAN: 9788830105270

Recensione: I fiori del male

  I fiori del Male di Charles Baudelaire Titolo: I fiori del male Titolo Originale: Les Fleurs du mal Autore: Charles Baudelaire  Genere: Po...