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Recensione: I fiori del male

 I fiori del Male di Charles Baudelaire

Titolo: I fiori del male

Titolo Originale: Les Fleurs du mal

Autore: Charles Baudelaire 

Genere: Poesia

Prezzo Cartaceo: € 11,00

Pagine: 432

Pubblicazione: 4 giugno 2014

Editore: Feltrinelli

Collana: Universale economica. i Classici

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: La prima edizione dei "Fiori del male" (giugno 1857) fu sottoposta a processo per oltraggio alla pubblica morale: sei poesie furono condannate ed espunte dal testo. Seguirono altre due edizioni, una nel 1861, l'altra, postuma, nel 1868. Il libro di Baudelaire, compendio ed emblema della poesia moderna, giunge, con intatta fragranza, nel cuore della nostra epoca. Dolce e atroce, nei suoi versi accoglie il profumo degli angeli e il suono della metropoli, la seduzione della bellezza e la miseria del declino, l'azzurro di lontananze inattingibili e il tedio della ripetizione. In un ventaglio straordinario di registri e di toni, dà forma al grido delle passioni e al gelo dell'esilio, alle ferite dell'amore e al sapere amaro del viaggio. La traduzione di Prete, con testo originale a fronte, è condotta all'ombra delle forme metriche baudelariane e del loro ritmo. In un lavoro ventennale, di testo in testo, il traduttore ha cercato ogni volta la forma che meglio potesse corrispondere con il testo originale e che fosse, allo stesso tempo, in sintonia con la tradizione poetica italiana, con la sua lingua. Una nuova traduzione di "Les Fleurs du mal", condotta sulla più moderna edizione critica dell'opera di Charles Baudelaire, che tiene conto, per ricostruire la vicenda testuale, anche dei volumi della "Correspondance".

Recensione: Se proprio l'immagine del prisma non è così immediata e comprensibile, potrei dire che la lirica di Baudelaire, in questo specifico testo, assomiglia ad uno specchio: a seconda di come guardiamo, osserviamo e interpretiamo le sue poesie, loro rispondono in modo diverso, ma assolutamente aderente allo stato d'animo con cui le abbiamo cercate e abbracciate. Prima di scadere, e con molto piacere, nell'adulazione più sfacciata

Senza dubbio la mia sezione preferita è "Spleen et Idéal", che è la più piena e la più ricca; qui troviamo alcune delle poesie più belle, a mio avviso, del poeta francese, poesie dedicate a numerose Donne, con la D maiuscola, come Jeanne Duval, la sua attrice mulatta, musa ispiratrice della sensualità più carnale, o come Mme Sabatier, l'angelica o Marie Daubrun, intrigante, infida ma allo stesso tempo da proteggere. 

La figura della Donna qui è in primo piano, e con lei tutti i sentimenti possibili che essa può scatenare, dai più puri ai più perversi.

Non mi soffermerò tuttavia nel fare una critica letteraria di questo testo, è già noto che fece scandalo, che fu censurato, che l'opera va intesa come un viaggio immaginario del poeta, e che le liriche non sono da considerarsi in ordine cronologico, ma appunto nel senso di un percorso che va dalla consapevolezza di essere superiori alla massa (Baudelaire si paragona ad un albatros per questo), al desiderio di fuga verso piaceri che possano farlo cadere nell'oblio, come il vino, la droga o il piacere carnale.

"Inno alla bellezza" - disquisizione filosofica sull'origine della Bellezza, il cui perno è l'antitesi Inferno/Paradiso
"La chioma" - l'incredibilità del dedicare un'intera poesia ai capelli di una donna
"Sed non satiata" - amore e stregoneria; una nera magica mezzanotte
"La cornice" - breve ed intenso inno alla splendente centralità della Bellezza
"Tutta intera" - sottile e perversa tentazione
"Il veleno" - l'amore come tormento e come terribile malia
"Canzone di pomeriggio" - sensualità, erotismo velato, adorazione
"A una mendicante dai capelli rossi" - l'assoluta ingiustizia della povertà
"A una passante" - una delle mie preferite in assoluto, descrive la felicità fuggevole, ma intensa, fulminea ma amara
"Allegoria" - la supremazia della Bellezza che nulla teme, neanche la Morte
"A colei che è troppo gaia" - prorompente erotismo
"I gioielli" - seduzione ed oscenità
"Le promesse di un volto" - romanticismo seguito da una sfacciataggine che fa arrossire.

Leggetelo perché vi arricchirà, perché è un libro moderno e attuale, pur se scritto sotto forma di lirica.
Potrete scoprire che la poesia non è poi così tanto noiosa come ci si aspetta di solito.



Recensione: Il carnefice

 Il carnefice di Francesca Bertuzzi 

Titolo: Il carnefice

Autore: Francesca Bertuzzi 

Genere: Thriller 

Pagine: 286

Prezzo Cartaceo: € 5,90 (libro usato) 

Prezzo Ebook: € 3,99 

Pubblicazione: 3 Maggio 2012

Editore: Newton compton editori

Collana: Gli insuperabili

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: In uno di quei piccoli paesi della provincia italiana all'apparenza tranquilli, ma in cui il male esiste, si nutre e cresce fra le vie strette, le case decadenti e i bar semibui, sta per avere inizio l'incubo. È qui che abita Danny, una ragazza di origine africana, arrivata in Italia ancora bambina, insieme alla madre e alla sorella. Una sera, dopo aver chiuso il locale in cui lavora, Danny viene aggredita. Fa appello a tutte le forze che ha per difendersi dalla brutale violenza, finché a salvarla arriva Drug Machine, il suo datore di lavoro e l'amico più caro. Ma il peggio per lei deve ancora venire e la sta aspettando proprio sulla soglia di casa. Lì la ragazza trova uno strano messaggio che fa d'un tratto riaffiorare i dolorosi fantasmi della sua infanzia: una sorellina e una madre scomparse troppo presto e troppo in fretta, violenze subite e taciute, difficili da raccontare... Chi ha lasciato quell'angosciante messaggio e perché? Chi vuole riportarla indietro nel tempo, insinuando in lei dubbi capaci di sconvolgerle la vita? In un crescendo di colpi di scena riemergeranno, uno dopo l'altro, antichi segreti e sepolte bugie. La verità sarà la più scomoda e inquietante che si possa immaginare.

Recensione: Romanzo ben congegnato sotto il punto di vista narrativo, capace di mantenere l’attenzione e la tensione del lettore dal primo all’ultimo capitolo senza mai rallentare il ritmo e scadere in tempi morti o superflui. 

Una storia che ha la sua originalità, almeno nel panorama del thriller italiano, e in cui si evidenzia in modo chiaro il background di studi cinematografici della Bertuzzi. 

Pur dipingendo il quadro di una piccola provincia italiana come tante, l’ambientazione e lo stile narrativo peculiare dell’autrice ricordano molto il genere pulp di matrice americana, da cui pare attingere a piene mani, con un rimando a Quentin Tarantino.

Senza mai scadere però nell’eccessivo e nello splatter, riesce a descrivere con efficacia una piccola realtà fatta di tranquilla abitudine e apparenza, sgretolandola poi in una spirale di eventi che mostrano una realtà cruda, brutale, toccando argomenti scabrosi e attuali; mantenendo una struttura della storia lineare e facile da seguire. 

L’intercalare tra il passato di Danny e i fatti del presente, le diverse situazioni vissute dai protagonisti che si intrecciano confluendo in un’unica destinazione fino a chiarire il mistero, l’enigmatica apparizione di Bonnie e la sua crescente importanza nella vicenda, l’attrazione nata e sviluppata tra la donna e la protagonista, l’azione, la psicologia e il thriller, sono tutti elementi ben calibrati fra loro che contribuiscono alla riuscita di un libro piacevole che si divora in fretta.
Interessanti i rimandi a documentari o immagini della Tv che raffigurano situazioni vissute o caratteri di alcuni personaggi.

Tuttavia una pecca la si può riscontrare nella credibilità di alcune situazioni che paiono risolversi con eccessiva facilità, scadendo a volte quasi nell’inverosimile. 

Lo stesso vale per i comportamenti e le reazioni di alcuni personaggi, che sono comunque per la maggior parte ben studiati, con una loro storia e peculiarità che li rende credibili e accattivanti. 

Danny, protagonista e narratrice della sua storia, è una donna singolare, aggressiva, forte. Una donna d’azione con un passato abbastanza oscuro alle spalle da accattivarsi l’interesse del lettore e indurlo a seguirla. 

Sempre coerente nei pensieri e nelle azioni. Come il migliore amico e compagno d’avventura Drug Machine, uno dei personaggi di maggior spicco dal carattere perfettamente delineato, tanto da renderlo subito riconoscibile. 

Facile immaginarseli e immergersi nella loro storia.

Lo stile narrativo è fluido, scorrevole, veloce. Senza virtuosismi, ma con azzeccate immagini figurative che rendono bene il carattere e la peculiarità della voce narrante, come già detto, Danny stessa.



Recensione: Diario di un' adolescenza rubata

 Diario di un' adolescenza rubata 

Titolo: Diario di un' adolescenza rubata 

Autore: Jane Elliott 

Genere: Narrativa Straniera 

Prezzo Cartaceo: € 6,90 - (Libro Usato)

Pagine: 286

Pubblicazione: 9 ottobre 2008

Editore: Newton Compton Editori

Collana: Nuova Narrativa Newton

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: Sadie è una bambina che ha perso il padre. Sua madre, disperata per la morte del marito, si rifugia nell'alcool e nella relazione con un uomo brutale che sconvolgerà le loro vite. E in una fredda mattina d'inverno, a soli tredici anni, Sadie subirà la più terribile delle violenze. Dopo ripetuti abusi da parte del patrigno scoprirà di essere rimasta incinta, ma il peso della vergogna porterà la ragazza ad abbandonare la figlia dopo il parto e a fuggire lontano, dimenticando tutto e tutti. Vivendo la sua vita, Sadie diventa un'affermata donna d'affari, proprietaria di un'importante catena di intimo sexy e di famosi locali notturni. Ma il passato torna a bussare alla sua porta. Il suo terribile segreto la catapulterà in un inferno da troppo tempo rimosso.

Recensione: Siamo nel 1990 a Londra, a Wandsworth, dove vive una 13enne, Sadie Burrows, che ha perso il papà e vive da sola con la mamma, Jackie, che però soffoca il dolore del lutto nell’alcool.

La situazione non è delle migliori in casa: Sadie è costretta praticamente a vedersela da sola, anche per sfamarsi, ogni tanto commette qualche furto e a scuola si ritrova abbastanza isolata, fatta eccezione per un paio di amichette.

Nonostante tutto, Sadie non si lamenta, fino al giorno in cui la madre si porta in casa il suo nuovo fidanzato: Allen, che scopriamo subito avere una cicatrice sulla pancia.

I problemi iniziano presto: Allen è uno scansafatiche che manda a lavorare solo Jackie, mentre lui se ne sta sul divano a guardare la TV, dando con rabbia e presunzione ordini a destra e a manca, a suon di minacce.

Per Sadie restare a casa è ormai un incubo: Allen è cattivo, manesco, tirannico, e l’unico sentimento che le suscita, oltre alla paura, è repulsione

Certo, finchè lui non la tocca, la sua situazione sarà sempre migliore di quella del suo compagno, il povero Jamie Brown, il cui corpo è pieno di lividi.
Non sa quanto si sbaglia.

Allen non ha abbandonato la propria natura di pedofilo e Sadie ne farà le spese, subendo abusi sessuali ripetuti e minacce.

La ragazzina, disperata e sola, sa di dover tenere per sé il suo segreto, soprattutto perché lui fa leva sul senso di colpa e vergogna, e sul fatto che nessuno crederebbe mai a un a bambina bugiarda e ladra.

La seconda parte del libro è collocata  17 anni dopo.

Sadie Burrows ha 30 anni, ha cambiato cognome e vita, è una donna d’affari intelligente, fredda, cinica, il cui lavoro è disapprovato moralmente dalla società, che vorrebbe tanto saperne di più sulle sue origini, che invece la donna tiene accuratamente celate.

Sadie dovrà fare i conti con le terribili esperienze che l’hanno vista tristemente protagonista, sola e indifesa; adesso è una donna adulta, che sa come difendersi e che ha imparato a tenere alta la testa e anche la corazza emotiva per non sentirsi più vittima delle vessazione e dei ricatti altrui.

E se è vero che c’è qualcuno che dal passato merita comprensione perché privo di qualsiasi colpa, è altrettanto vero che qualcun altro merita solo vendetta.

E' un romanzo che tratta argomenti crudi e lo fa con un linguaggio altrettanto crudo, spietato, feroce; anzi, devo dire che è così denso delle cattiverie degli adulti, da risultare in alcuni momenti inverosimile.

La realtà raccontata dall'Autrice è un inferno vero e proprio (che lei ha vissuto personalmente, non dimentichiamolo): le persone buone si contano sulle dita di una mano (e ne avanzano), e restiamo quasi stupiti dalla personalità di Zoe, che alla fin fine è una ragazza forte, per la serie "Mi piego ma non mi spezzo". 

La donna che è diventata un po' mi ha spiazzata, ma è pur vero che la sua ostentata durezza è da ricondurre a un'adolescenza disumana che l'ha fatta crescere troppo in fretta.

E' una storia di violenze e soprusi, ai quali la protagonista non soccombe (e questo non possiamo non apprezzarlo) ma ai quali risponde con coraggio e con un gran desiderio di vendetta e riscatto.

Si legge molto fluidamente, per lo stile e per le vicende, che comunque non lasciano indifferenti, perchè ci si arrabbia davanti alle vessazioni e alle ingiustizie, anche se (sensazione mia, assolutamente soggettiva) si fa un po' fatica a empatizzare con la protagonista, che ci appare un po' distante e anaffettiva; nonostante vengano esternati i suoi stati d'animo, l'ho trovata emotivamente piatta, come se l'Autrice si fosse dimenticata di darle una reale "umanità"; non sto giudicando il fatto che l'Autrice abbia dato alla protagonista il diritto di scegliere che tipo di persona essere da adulta (considerata la sua infanzia), bensì mi riferisco a come la Elliott ce la presenta.

E' un romanzo forte e lo consiglio a chi ama le storie ispirate a fatti realmente accaduti, in cui abbondano realtà drammatiche di abusi, che tirano fuori il lato peggiore di certi esseri umani.





Recensione: La compagnia dei celestini

 La compagnia dei celestini di Stefano Benni

Titolo: La compagnia dei celestini

Autore: Stefano Benni 

Genere: Bambini e Ragazzi

Prezzo Cartaceo: € 12,00

Prezzo Ebook: € 6,99

Pagine: 288

Pubblicazione: 27 dicembre 2012

Editore: Feltrinelli

Collana: Universale economica 

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: Un'oscura e crudele profezia che appare sui muri, scritta da una mano invisibile, incombe sulla ricca e corrotta terra di Gladonia. Anno 1990 e rotti: Memorino, Lucifero a Alì, gli spiriti più ribelli dell'orfanotrofio dei Celestini, fuggono per poter rappresentare Gladonia al Campionato Mondiale di Pallastrada, organizzato dal Grande Bastardo in persona, protettore degli orfani di tutto il mondo. Al loro inseguimento si lanciano Don Biffero, il priore Zopilote dal segreto diabolico, e Don Bracco, il segugio di orfani, nonché il celebre e cinico giornalista Fimicoli con il fedele scudiero-fotografo Rosalino. Nella fuga e nell'inseguimento si incontrano, si perdono e si ritrovano personaggi straordinari, i nove pittori pazzi Pelicorti, la bionda e misteriosa Celeste, i magici gemelli campioni di pallastrada, il re dei famburger Barbablù, il meccanico Finezza, il professor Eraclitus, l'Egoarca Mussolardi, l'uomo più ricco e fetente di Gladonia, e le numerose squadre di pallastrada provenienti da tutto il mondo, leoni africani, sciamani, pivetes e volpette lapponi.

Recensione: Questo romanzo è stato molto importante per me, perchè mi ha portata via dalla mia fanciullezza conducendomi in un mondo più adulto, sia in senso psicologico che letterario. 

Oltre ad essere una storia divertentissima, rappresenta una satira e una sorta di presa in giro e rappresentazione della decadenza e della volgarità in cui si trova mondo attuale: ambientata a Gladonia (corrispondente nientemeno che all'Italia), dove troviamo personaggi che tutti conosciamo: Berlusconi diventa Mussolardi, la Coca Cola diventa Stracola, Rimini Rigolona Marina, l'Adriatico l'Adrenalio e così via.

Ci sono poi Lucifero, Memorino, Alì, Celeste, i gemelli Finezza e altri orfani di varie parti del mondo che, a costo di rischiare la vita, si recano ai campionati di Pallastrada.

E' impossibile restare impassibili di fronte alla determinazione (o ostinazione) di quei ragazzi seguaci della pallastrada e del Grande Bastardo.

Oltre ad essi troviamo altri personaggi divertenti e indimenticabili che contribuiscono a rendere unico questo romanzo come Deodato "il bambino sfigato", i fantastici e strani pittori Pelicorti, il cuoco Passabrodet, l'eccentrico professor Eraclitus, il severo ma pauroso don Biffero.

E' una specie di realtà che diventa una favola, oppure rimane sempre una realtà rappresentata con qualche piccola modifica onomastica e gli elementi di fantasia sono pochi. 

Divertente, crudo, reale, forte.

Questo libro è una macedonia di tantissimi elementi diversi eppure tanto simili tra loro, piacevolissima da gustare.



Recensione: Discorso della servitù volontaria

 Discorso della servitù volontaria di Ètienne de la Boétie 

Titolo: Discorso della servitù volontaria

Titolo Originale: Discours de la servitude volontaire

Autore: Ètienne de la Boétie 

Genere: Scienza e teoria politica

Prezzo Cartaceo: € 9,00

Prezzo Ebook: € 1,99

Pubblicazione: 26 febbraio 2014

Editore: Feltrinelli

Collana: Universale economica-i classici

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: Talismano dei disobbedienti, manifesto segreto di ogni libertario: il "Discorso della servitù volontaria" è un capolavoro clandestino che non perdona. Intrattabile e senza fissa dimora dal giorno in cui vide la luce, contiene la resa dei conti di un giovane e di un nobile, Étienne de La Boétie incarna entrambe le qualità, con le passioni collettive più enigmatiche da decifrare: la paura della libertà e l'ansia della dipendenza. L'oppressione si regge infatti anche sulla connivenza delle vittime, uomini che amano le proprie catene più di se stessi.

Recensione: Certi uomini avevano una visione delle faccende umane che andava incredibilmente oltre la superficie, così a fondo da scovare concetti universali che resistono alla prova del tempo, perché talmente radicati in noi da risultare impossibili da cancellare e che ci portiamo dietro dal principio della nostra Storia. 

La cosa che più colpisce di questo breve discorso, oltre all'essere stato scritto nel Cinquecento, è la giovanissima età del suo autore: si dice che avesse, infatti, fra i sedici e i vent'anni. 

L'arguzia del suo discorso era così elevata e fuori dagli schemi, per l'epoca, da colpire anche un grandissimo filosofo come Michel de Montaigne, che volle assolutamente farsi amico quel giovane così brillante. 

Nel suo discorso, La Boétie mette in risalto l'assurdità della tirannia, ma seppure enfatizzi la malvagità dell'uomo che detiene il potere, si concentra soprattutto sul paradossale comportamento dei sudditi che, se solo volessero, potrebbero facilmente liberarsi di lui. Non è che un solo uomo, in fondo. Purtroppo, l'uomo pare essersi assuefatto alla servitù al punto di amare le proprie catene. 

Tuttavia, anche coloro che sono riusciti ad attirarsi i favori del tiranno, dovrebbero sapere quanto quella considerazione e quei favori siamo effimeri; pronti ad essergli strappati al primo capriccio di un uomo ubriaco di potere, che per il proprio vantaggio può essere disposto a tutto.

Purtroppo gli uomini, pur bramando la libertà perché insita nella propria natura, tendono ad assuefarsi alla servitù, a convincersi che non è poi così male; che in fondo è meglio la «vaga sicurezza d'una vita miserabile che la dubbia speranza di vivere felici. Molti popoli hanno vissuto assoggettati dalla nascita e mai hanno conosciuto altro, dunque non possono piangere per la libertà perduta o lottare per essa, ma la Boétie è comunque convinto che il desiderio di libertà sia talmente radicato nella natura umana, che anche in mezzo a questi popoli potranno nascere uomini in grado di desiderare l'inimmaginabile. Più difficile è trovare la forza e il sostegno per ottenerle.

Breve, denso, ma estremamente interessante. Non dimentichiamo che, seppur lontane dalla nostra società occidentale (ma non troppo), realtà del genere sono presenti ancora oggi, cinquecento anni dopo La Boétie.



 EAN: 9788807900822

Recensione: Uomini che amano/odiano le donne.

 Uomini che amano/odiano le donne. Difenditi dalle relazioni tossiche e liberati per sempre da stalker, narcisisti, manipolatori e psicopatici di Ruben De Luca

Titolo: Uomini che amano/odiano le donne.

Autore: Ruben De Luca

Genere: Saggistica

Prezzo Cartaceo: € 12,90 

Prezzo Ebook: € 4,99

Pagine: 448

Pubblicazione: 25 giugno 2024

Editore: Newton Compton Editori

Collana: Grandi Manuali newton

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐

Trama: Narcisisti, manipolatori, stalker e bugiardi patologici: la violenza ha mille volti e non è sempre facile riconoscerli. Come non è facile risalire alle ragioni – culturali, sociali, biochimiche – che troppo spesso innescano tra vittime e carnefici un meccanismo di dipendenza reciproca. La cronaca ci dice, però, che nella stragrande maggioranza dei casi sono le donne a subire le conseguenze peggiori di un “amore” che in realtà non è altro che desiderio di sopraffazione. Ed è soprattutto alle donne che si rivolge questo libro: basandosi su casi reali e sulla sua esperienza professionale, Ruben De Luca fornisce una guida pratica per riconoscere le “bandiere rosse” da tenere a mente se si pensa di essere coinvolte in una relazione tossica, tracciare l'identikit delle tipologie di partner da cui tenersi alla larga e individuare gli schemi mentali che rischiano di intrappolare nel ruolo di vittima, dal senso di colpa alla scarsa autostima. Un manuale di autodifesa psicologica completo e accessibile, per non sottovalutare i segnali di abuso e lasciarsi il pericolo alle spalle prima che sia troppo tardi.  Non aspettare che sia lui a cambiare. Difenditi! «Il libro scritto da Ruben è il più completo disponibile in lingua italiana sulle tecniche di manipolazione e su ogni tipologia di predatore, perché riunisce in un unico testo i contributi di numerosi autori italiani e internazionali sull'argomento e arricchisce il lavoro con consigli pratici per difendersi e contrastare la manipolazione relazionale» (dalla prefazione di Roberta Bruzzone). All'interno: L'identikit completo per riconoscere psicopatici, stalker e narcisisti patologici; Tutte le red flag che definiscono una relazione tossica; Le 10 tipologie di partner da evitare; I passi da seguire per mettersi al sicuro; Gli schemi mentali che intrappolano le vittime, dal senso di colpa alla scarsa autostima.

Recensione: In questo libro si affrontano temi molto forti ed estremamente attuali, esponendo sotto ogni punto di vista la violenza di genere intesa da parte di ambo i sessi (anche se la statistica pende nella donna come vittima). Si nota che chi commette violenza verso il prossimo ha un tratto caratteriale ben definito. I più “sono predatori delle emozioni altrui.

Un certo grado di manipolazione è presente in tutti i rapporti sani, avendo come scopo il bene dell’altra persona, ma la ‘manipolazione professionale’ rende il rapporto tossico attraverso l’uso di tecniche di ‘affabulazione’: sono le parole usate a dover essere attenzionate per riconoscerli. La prima reazione quando ci si trova di fronte ad episodi di questo tipo è la giustificazione di chi la sta mettendo in atto. Ma in molti casi, la violenza psicologica è il primo gradino di una scala che conduce nel tempo e spesso alla violenza fisica prima e al femminicidio poi, quando la vittima decide di liberarsi da questa situazione sgradevole. L’atmosfera culturale ha le proprio colpe: i bambini fin da piccoli vengono instradati nella divisione binaria per cui ai maschi vengono regalati attrezzi giocattolo e alle femmine bambole e cucine finte, instillando già l’idea che l’uomo sarà quello che da grande lavorerà mentre la donna penserà alla casa. Con i tanti, troppi casi di attualità abbiamo scoperto che la possessività morbosa non è tipica solo delle vecchie generazioni, ma anche di molti giovani convinti che se la propria partner ha delle libertà non sarà in loro potere e disponibile solo per loro. In questo senso sono le donne e le ragazze che devono imparare a riconoscere il pericolo prima che diventi difficile uscirne. A detta di Roberta Bruzzone, Psicologa Forense e Criminologa Investigativa nonchè Presidente dell’Accademia Internazionale delle Scienze Forensi, è il manuale più completo disponibile in lingua italiana sulle tecniche di manipolazione e su ogni tipologia di predatore, corredato da consigli pratici per difendersi soprattutto dalla manipolazione relazionale. Nella parte centrale del libro Rubens elenca tanti autori di studi e interviste di settore per dare un contesto fino a giungere poi all’ultima sezione in cui si trovano molti consigli di tutela personale e rafforzamento dell’autostima che creano una sorta di prontuario di autodifesa. 

Nella parte centrale del libro Rubens elenca tanti autori di studi e interviste di settore per dare un contesto fino a giungere poi all’ultima sezione in cui si trovano molti consigli di tutela personale e rafforzamento dell’autostima che creano una sorta di prontuario di autodifesa.



EAN: 9788822784247





Recensione: Ed Gein. Il macellaio di Plainfield

 Ed Gein. Il macellaio di Plainfield di Ruben De Luca

Titolo: Ed Gein. Il macellaio di Plainfield

Autore: Ruben De Luca

Genere: Reati e Criminologia - Saggistica

Prezzo Cartaceo: € 12,90

Prezzo Ebook: € 5,99

Pagine: 288

Pubblicazione: 26 settembre 2025 

Editore: Newton Compton Editori

Collana: I volti della storia 

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: A lui si rifanno personaggi indimenticabili e agghiaccianti come Norman Bates in Psycho o Buffalo Bill nel Silenzio degli innocenti, e la sua figura disturbante ha ispirato canzoni, romanzi, opere d'arte. Eppure Ed Gein, il “macellaio di Plainfield”, non è stato uno dei serial killer più prolifici della storia: le vittime accertate furono soltanto due. Ma ciò che la polizia ritrovò nella sua fattoria nel Wisconsin – maschere facciali in pelle umana, cadaveri riesumati e squartati, ossa usate per costruire oggetti domestici, teste e organi sessuali di donne conservati come macabri trofei – fu così sconvolgente da scolpire per sempre il suo nome nell'immaginario collettivo. Ruben De Luca ricostruisce con rigore scientifico e sensibilità narrativa la vita, i delitti e il mito di Ed Gein, illustrando il profilo psicologico e le radici delle sue perversioni, su tutte il rapporto morboso con la madre Augusta, bigotta e severissima. Arricchito da documenti originali inediti in Italia – relazioni psichiatriche, verbali d'interrogatorio, rapporti autoptici – il libro intreccia criminologia, psicologia e cultura pop, mostrando come l'orrore possa annidarsi anche in un insignificante contadino di provincia e indagando il fascino oscuro che Ed Gein continua a esercitare. Prefazione di Roberta Bruzzone. 

Recensione:  A tratteggiare la figura del non infaticabile assassino di campagna (due omicidi, più tre non accertati), è la nota criminologa Roberta Bruzzone, consulente in tanti talk show televisivi e autrice della prefazione al testo dell’amico e collega (figlio per inciso dell’attore Omar Sharif). Un lavoro, scrive, che colma una lacuna nella letteratura specializzata italiana, dal momento che mancava una monografia su Edward Theodore Gein.

Non solo è uno dei serial killer più citati nel mondo anglosassone, ma può essere considerato un’icona della versione più ributtante di quell’aberrazione criminale. Ha ispirato, ripetiamo, lo scrittore Robert Bloch, autore del thriller da cui è derivato il film cult di Alfred Hitchcock "Psycho. La storia di Gein", ed è alla base, oltre a “Non aprite quella porta” ed altre pellicole meno famose, anche di un altro romanzo, il silenzio degli innocenti di Thomas Harris. 

Uno dei capitoli più crudi per i lettori è il quinto capitolo, dedicato ai serial killer necrofili e necrofagi. 

Le due perversioni principali negli assassini seriali sono il sadismo e la necrofilia, ma tendono a escludersi a vicenda: un sadico necrofilo è praticamente impossibile, perché dove per il primo finisce il piacere (con la morte della vittima), per il secondo comincia la soddisfazione erotica. 

E questo tema anticipa la questione sollevata in avvio. 

Indubbiamente, gli omicidi seriali e i particolari scabrosi attraggono il pubblico, per motivi intrinseci: il fascino della suspense, la curiosità di esplorare i lati oscuri della mente umana, il magnetismo esercitato un po’ su tutti dalla cronaca nera. 

La vera forza del lavoro di De Luca risiede nello stile: non una semplice inchiesta, ma una narrazione asciutta, lineare e mai morbosa. Un’opera frutto di un lavoro di ricerca imponente e di un’analisi pressoché impeccabile di un uomo che ha incarnato e incarna tuttora l’esemplificazione del male.


EAN: 9788822794116

Recensione: I fiori del male

  I fiori del Male di Charles Baudelaire Titolo: I fiori del male Titolo Originale: Les Fleurs du mal Autore: Charles Baudelaire  Genere: Po...