Translate

Recensione: La leggenda del santo bevitore

 La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth

Titolo: La leggenda del santo bevitore

Titolo Originale: Die legende vom heiligen trinker

Autore: Joseph Roth

Genere: Classici

Prezzo Cartaceo: € 10,00

Prezzo Ebook: € 2,99

Pagine: 88

Pubblicazione: 2 settembre 1985

Editore: Adelphi

Collana: Piccola biblioteca Adelphi

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: La leggenda del santo bevitore fu pubblicato per la prima volta nel 1939, pochi mesi dopo la morte di Joseph Roth, esule a Parigi – e può essere considerato, per molti versi, il suo testamento, la parabola trasparente e misteriosa che racchiude la cifra del suo autore, oggi riscoperto come uno dei più straordinari narratori di questo secolo.

Il clochard Andreas Kartak, originario come Roth delle province orientali dell’Impero absburgico, incontra una notte, sotto i ponti della Senna, un enigmatico sconosciuto che gli offre duecento franchi. Il clochard, che ha un senso inscalfibile dell’onore, in un primo momento non vuole accettare, perché sa che non potrà mai rendere quei soldi. Lo sconosciuto gli suggerisce di restituirli, quando potrà, alla «piccola santa Teresa» nella chiesa di Santa Maria di Batignolles. Da quel momento in poi la vita del clochard è tutta un avvicinarsi e un perdersi sulla strada di quella chiesa, per mantenere una impossibile parola.
È come se il clochard volesse ormai una sola cosa nella sua vita – rendere quei soldi –, e al tempo stesso non aspettasse altro che di essere sviato da innumerevoli pernod, da donne che il caso gli fa incontrare, da vecchi amici che riappaiono come comparse fantomatiche. Tutta la straziata dispersione della vita di Roth – e soprattutto dei suoi ultimi anni, quando, proprio a Parigi, trovava una suprema, ultima lucidità nell’alcool – traspare in questa immagine di un uomo ormai tranquillamente estraneo a ogni società, visitato da brandelli di ricordi, generosamente disponibile a tutto ciò che incontra – e in segreto fedele a un unico e apparentemente inutile voto.

Recensione:  Un libro di poche pagine che mi ha portato a scoprire un autore che posso potenzialmente amare.

“La leggenda del santo bevitore” è un racconto molto breve, l’ultimo scritto da Roth e pubblicato dopo la sua morte; molto di suo sembra esserci nel protagonista: Andreas Karnak, clochard che vive sotto i ponti di Parigi e col vizio dell’alcool.

Questo racconto ci espone la situazione di quest’uomo che, ormai abbandonatosi completamente alla propria vita miserabile, si trascina in avanti dimentico di sé stesso e di quello che gli sta intorno.

All’inizio di questa storia, tuttavia, sembra aprirsi uno spiraglio di luce: si presenta a lui un uomo che gli offre un’occasione per riprendere in mano la sua vita e rimettersi in carreggiata, tramite l’offerta di duecento franchi. 

Andreas, pur essendo un disperato, si reputa tuttavia un uomo d’onore e inizialmente rifiuta l’offerta, non avendo indirizzo e non potendo dunque restituire la somma prestatagli. 

Lo sconosciuto gli offre allora l’opportunità di restituirla offrendola a Santa Teresa, che a quanto pare lo ha portato sulla strada della vera felicità; una strada che l’ha condotto a offrire quell’aiuto ad Andreas.
Andreas accetta, cercando di far fruttare quell’occasione che la Provvidenza gli ha generosamente offerto.

Il clochard protagonista di questa storia è un uomo al quale la vita offre più di un’occasione, nel giro di pochissimo tempo; i miracoli (sotto forma di crediti) di cui si trova a “subire” gli effetti sono tutte le occasioni che la vita può offrire a un uomo come tanti, che tanto può esserne grato e sfruttarne i benefici per portare la sua vita a un livello superiore (così come ha evidentemente fatto il benefattore all’inizio del racconto); tanto può concentrarsi sui suoi bisogni immediati, scialacquando quell’occasione per riassaporare brevemente quelle cose di cui è stato privo per tanto tempo. 

In questi archetipi d’uomo Andreas si colloca in una posizione particolare: quella dell’uomo che vuole assolutamente sfruttare l’opportunità che gli viene offerta, che non dimentica mai il debito che ha contratto e che non pensa mai di sottrarvisi, ma che non ha abbastanza forza d’animo e di volontà né per rispettare l’impegno all’estinzione del debito né per dare alla sua vita una spinta decisiva. 

Basta poco a farlo desistere dai suoi propositi, e nella maggior parte dei casi questo “poco” si identifica con un invito a bere.

Saremo dunque spettatori delle azioni di un uomo reso impotente dalla sua scarsa lungimiranza, troppo schiavo dei suoi bisogni nel tempo presente per pensare a costruirsi un futuro degno d’esser vissuto.

Un gran bel racconto, che mi fa venir voglia di approfondire l’opera di Joseph Roth.


EAN: 
9788845901744

Recensione: La linea d' ombra

 La linea d' ombra di Joseph Conrad 

Titolo: La linea d' ombra

Titolo Originale: The shadow line 

Autore: Joseph Conrad

Genere: Classici

Prezzo Cartaceo: € 9,50

Prezzo Ebook: € 1,99 

Pagine: 192

Pubblicazione: 22 ottobre 2014 

Editore: Feltrinelli 

Collana: universale economica. I classici

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: Con questo lungo racconto, pubblicato nel 1917, Conrad torna ai suoi temi e scenari prediletti. Il protagonista è un giovane ufficiale a cui viene affidato il comando di una nave, dopo la morte del capitano in circostanze poco chiare. Approdato nel porto di Bangkok, egli viene a sapere che il precedente comandante era morto suicidandosi in mare e che prima di farlo aveva lanciato una maledizione sull'imbarcazione. Ripreso il viaggio, la nave sembra effettivamente attirare su di sé continue sventure, tra cui una bonaccia che perdura per alcune settimane. E per di più, nel corso di questo periodo, a uno a uno tutti i membri dell'equipaggio si ammalano di una febbre tropicale. Nell'ispirarsi anche a precedenti classici della letteratura inglese, quali la "Ballata del vecchio marinaio" di Coleridge, Conrad costruisce un'allegoria perfetta della guerra mondiale che allora imperversava in Europa. Come in guerra, anche sull'imbarcazione l'unica speranza di salvezza sta nel fare con abnegazione e sacrificio ognuno la propria parte.

RecensioneIl romanzo di Conrad, scritto alla fine del 1916, si caratterizza come un racconto avventuroso dai tratti profondamente autobiografici. 

La storia, infatti, viene narrata in prima persona da un uomo di mare che in giovane età viene chiamato a comandare una nave nei mari del sud est asiatico. 

Siamo nell’ultimo ventennio del 1800 e, dunque, le navi sono trasportate dalla sola forza del vento, in assenza del quale l’equipaggio rischia di trovarsi immobile circondato da un’infinità di acqua in ogni direzione. 

Alla nave comandata dal protagonista accade proprio questo e il giovane capitano dovrà confrontarsi con enormi difficoltà per tenere unito l’equipaggio martoriato dalla febbre tropicale, conducendo finalmente la nave in porto. 

La narrazione ricalca appieno un episodio dell’avventurosa vita di Conrad, il quale fu effettivamente nominato capitano in giovane età di una nave quando era nella marina britannica impiegata nelle isole del sud est asiatico.

Tuttavia, il romanzo ha un significato molto più profondo che una mera narrazione di un episodio biografico. 

Infatti, l’autore ci fa riflettere sull’incoscienza della gioventù che spesso porta ad assumere ruoli e ad assolvere responsabilità molto più grandi delle proprie capacità.

Si entra quindi in quella linea d’ombra in cui si reagisce alle difficoltà del ruolo assunto assumendo le proprie responsabilità e diventando man mano consapevoli della gravità della situazione.

In questo contesto si inserisce un altro episodio significativo della vita di Conrad: l’arruolamento di suo figlio Borys nell’esercito britannico per combattere la Prima Guerra Mondiale. 

Il libro viene scritto da Conrad nel pieno del conflitto mondiale e può essere visto come una chiara metafora della scelta del figlio: anche lui ha dovuto attraversare la propria linea d’ombra dopo aver deciso in modo avventato di arruolarsi nell’esercito.



EAN: 
9788807901478

Recensione: L' ultimo giorno di un condannato

 L'ultimo giorno di un condannato di Victor Hugo

Titolo: L' ultimo giorno di un condannato

Titolo Originale: Le dernier jour d' un condamné 

Autore: Victor Hugo

Genere: Classici 

Prezzo Cartaceo: € 9,00

Prezzo Ebook: € 2,99

Pagine: 176

Pubblicazione: 15 settembre 2016

Editore: Feltrinelli

Collana: universale economica. I classici

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: È anonimo l'autore che, nel 1829, dà alle stampe questo piccolo, gigantesco libro. Ma è inconfondibilmente Victor Hugo. Sono anni in cui il progresso sembra trasportare l'umanità intera, sul suo dorso poderoso, verso un futuro di pace, prosperità, ricchezza e fratellanza. Ma negli stessi anni si tagliano ancora teste davanti a un pubblico pagante, si marcisce in carcere, ci si lascia morire per una colpa non sempre dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio. Hugo parla a nome dell'umanità, come sempre, e lo fa attraverso la voce di un uomo qualunque, di un condannato qualunque, di un miserabile che rappresenta tutti i miserabili di tutte le nazioni e tutte le epoche. Un crimine di cui non conosciamo i dettagli lo ha fatto gettare in una cella. Persone di cui non conosciamo il nome dispongono della sua vita, come divinità autoproclamate. Un'angoscia di cui conosciamo fin troppo bene la lama lo tortura, giorno dopo giorno, e gli fa desiderare che il tempo corra sempre più veloce. Verso la fine dell'attesa, venga essa con la liberazione o con l'oblio.

Recensione“L’ultimo giorno di un condannato a morte” è uno di quei libri che non lascia indifferenti, sia per il messaggio che porta sia per l’intensità con cui viene colpito il lettore.

Hugo, sotto forma di diario, ci racconta le ultime settimane di vita di un condannato a morte. Di lui sappiamo pochissimo, ma i pochi stralci che ci regala sono importanti. Molto toccante è la parte dedicata alla figlia e al loro incontro. Hugo condanna la pena di morte e ci da anche un piccolo assaggio di quello che aspetta coloro che invece andranno al bagno penale (grazie a “Papillon” di Henry Carrière ho il quadro della situazione chiaro su questo argomento) e di come la società lì “accoglierà” il giorno della fine della pena.

Tramite il suo protagonista, Hugo ci mostra “una progressione sempre crescente di dolori, in questa specie di autopsia intellettuale di un condannato”.

La sensazione che mi è rimasta più addosso e la continua speranza dell’uomo, fino alla fine. Lei è sempre lì e quando si riaccende ogni volta, è più dura da digerire. E poi l’attesa, il non sapere e il popolo, si proprio quest’ultimo ha un ruolo tutto suo.

Dopo la lettura di questo testo, ho deciso di proseguire la lettura di altre opere su questo tema. Un giovane Hugo, che spera di colpire la società, ci mostra qualcosa che purtroppo non è stato ancora bloccato duecento anni dopo.

Lo consiglio a tutti, sia per l’intensità e la profondità dell’argomento sia per la riflessione e il pensiero che rimangono al lettore.



EAN: 
9788807902499

Recensione: Notre - Dame de Paris

 Notre - Dame de Paris di Victor Hugo 

Titolo: Notre - Dame de Paris

Titolo Originale: Notre - Dame de Paris 

Autore: Victor Hugo

Genere: Classici

Prezzo Cartaceo: € 12,50 

Prezzo Ebook: € 2,99 

Pagine: 700

Pubblicazione: 29 settembre 2016

Editore: Mondadori 

Collana: Nuovi oscar classici

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: La cattedrale di Notre-Dame è il cuore di Parigi, città in cui si incrociano i destini di Quasimodo, il campanaro deforme che salva dall'impiccagione la bella zingara Esmeralda, di Gringoire, il poeta pazzo e girovago, del nobile ufficiale Phoebus, di Frollo, l'arcidiacono dall'anima nera, e della folla tumultuante dei reietti. Grandioso affresco a tinte forti, ricco di colpi di scena, il romanzo – popolato da ombre sinistre – incarna i temi del romanticismo: la storia come luogo d'azione; il popolo che per la prima volta entra a viva forza nella letteratura; il raffronto tra l'orrido e il bello e, soprattutto, il bene sconfitto dal male.

Introduzione di Victor Brombert.

Recensione: “Notre Dame de Paris”, capolavoro del Romanticismo e capostipite del romanzo storico ad ambientazione medievale per quanto riguarda la Letteratura francese, è un romanzo che fu pubblicato nel 1831 ed ottenne, fin da subito, un grande successo di pubblico.

I protagonisti della vicenda sono Quasimodo, orrendo campanaro della cattedrale di Notre Dame, gobbo, deforme, sordo, ma dall’animo buono e nobile e la bellissima Esmeralda, ragazza che si guadagna da vivere cantando e ballando nelle piazze di Parigi in compagnia di una capretta.

Intorno a loro si innesca un intreccio di amore e morte. Il Medioevo in cui Hugo ambienta la narrazione è quello pittoresco e cupo tipico del Romanticismo, e tipici del Romanticismo sono anche il mescolamento di sublime e grottesco e la rappresentazione di grandi e potenti passioni che animano i personaggi e li conducono verso un destino ineluttabile.

Siamo a Parigi, nel 1482. Sulla città si staglia imponente la cattedrale di Notre Dame. A Quasimodo viene ordinato dall’arcidiacono Claude Frollo, suo padre adottivo e padrone, di rapire la bellissima Esmeralda, per la quale prova un’insana passione. Il rapimento però viene scongiurato da Phoebus, giovane e aitante capitano delle guardie reali. 

A questo punto i vari personaggi si innamorano perdutamente uno dell’altro: purtroppo, però, non in maniera reciproca.

E nemmeno, direi, in modo molto sano. Ma abbiamo detto che siamo di fronte ad un capolavoro del Romanticismo e come tale deve essere letto il romanzo.

L'amore invece, il tema portante, è presente in tutte le sue forme ma tutte passionali: l'amore distruttore, tossico, egoista e ossesso di Frollo, l'amore puro e incondizionato e salvatore di Quasimodo e infine l'amore supremo: quello di una madre per la propria creatura e qui Hugo è capace di strappare le lacrime anche ai cuori più duri e freddi.

Su tutto poi si erge la grandezza di Victor Hugo, autore veramente immenso. 

Libro che consiglio! 


EAN: 
9788804672234


Recensione: Il Po. Viaggio lungo il grande fiume

 Il Po. Viaggio lungo il grande Fiume

Titolo: Il Po. Viaggio lungo il grande fiume

Titolo Originale: The Po

Autore: Tobias Jones

Genere: Storia culturale e sociale

Prezzo Cartaceo: € 16,00

Prezzo Ebook: € 8,99

Pagine: 240

Pubblicazione: 19 novembre 2024

Editore: Mondadori

Collana: Oscar storia

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: Il Po, con i suoi 652 chilometri, è il fiume più lungo d'Italia, ma è anche e soprattutto parte del suo immaginario, tanto quanto lo sono il Tamigi per l'Inghilterra o il Mississippi per gli Stati Uniti. Dalle Alpi Cozie al confine con la Francia fino al mare Adriatico, percorre l'intera larghezza del Paese attraversando o lambendo alcune delle più belle città - da Torino a Pavia, da Cremona a Parma, Mantova e Ferrara - e segnandone la civiltà. Da millenni è una via di comunicazione di primaria importanza, ma anche un baluardo di difesa dalle invasioni provenienti dal Nord nonché l'asse del principale sviluppo prima agricolo, poi industriale e infine terziario: le sue piane alluvionali hanno prodotto non solo grano, riso, canapa, legname, ma anche seta, mattoni, cemento.

Recensione: Tobias Jones nel suo libro , coglie questi aspetti e li vive in prima persona in un atipico viaggio lungo il Po. 

Lo scrittore gallese ma parmigiano di adozione, sceglie di partire dalla foce verso la sorgente, risale il fiume fisicamente ed emotivamente, in un ascesa dalla melanconia verso la serenità, il sentimento ultimo provato in prossimità dell' origine del fiume, che come ricorda l'autore è " il luogo in cui anche il più grande fiume italiano è a misura d'uomo".

Da ogni storia citata e descritta nel libro emerge la vastità di culture, di tradizioni e usanze che si possono incontrare lungo le rive del fiume che per questo motivo è visto un unicum proprio per via della sua complessità e autenticità italiana. 

Come si acquisisce dal titolo, la sua intenzione è di scrivere un' elegia, ovvero un compianto per una condizione di infelicità. 

Sono numerosi gli aspetti negativi del grande fiume che vengono messi in luce: disastro ecologico , inquinamento e crisi idrica molto seria. 

Temi di estrema attualità che difficilmente ci abbandoneranno in futuro se non affrontati da subito in maniera adeguata e collettiva. 

Consiglio la lettura. 



EAN: 
9788804786283


Recensione: D' Annunzio. L'amante Guerriero

D' Annunzio. L'amante Guerriero di Giordano Bruno Guerri

Titolo: D' Annunzio. L' amante Guerriero 

Autore: Giordano Bruno Guerri

Genere: Letteratura Storia e Critica

Prezzo Cartaceo: € 15,00

Prezzo Ebook: € 6,99 

Pagine: 385

Pubblicazione: 6 Giugno 2017

Editore: Mondadori 

Collana: Oscar Storia

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐

Trama: Amante guerriero" nella seduzione come in letteratura e in politica, Gabriele d'Annunzio fu un uomo che seppe imporre i propri sogni. Discendente di tanti avventurieri italiani, da Casanova a Cagliostro, rivoluzionò la figura dell'intellettuale facendo della sua vita un'opera d'arte e influenzando più generazioni nel gusto e nella visione del mondo. L'Italia del secondo dopoguerra ha cercato in tutti i modi di sbarazzarsi di lui, alternando l'indifferenza alla condanna; e allora riscoprire d'Annunzio significa rivisitare la cultura di un'Italia appena nata, con i suoi fermenti, le sue aspirazioni, le sue contraddizioni, un'Italia di cui fu un campione smisurato. In questo saggio dai ritmi narrativi, Giordano Bruno Guerri svela un personaggio restituito al suo pensiero e alla sua arte, oltre che al suo tempo. Racconta nel dettaglio anche l'amante instancabile, rendendo omaggio a quelle donne, ispiratrici e compagne più o meno folli e coraggiose, che lo amarono sacrificandogli tutto, alle quali la letteratura italiana resta debitrice.

Recensione: In questo saggio dai ritmi narrativi, Giordano Bruno Guerri racconta un personaggio restituito al suo pensiero e alla sua arte, oltre che al suo tempo. 

E racconta nel dettaglio anche l'amante instancabile di tantissime donne, fedele solo al motto "non chi più soffre, ma chi gode conosce". 

Con loro fu egocentrico, sicuro e implacabile, come se il più delle volte fossero per lui solo un'unica musa senza volto. 

Questo libro è anche un tributo a quelle donne, ispiratrici e compagne più o meno folli e coraggiose, che spesso si sono lasciate trapassare dalla forza creatrice di "Ariel", pur sapendo di essere solo un tramite per la costruzione di versi e miti. 

Donne che lo amarono sacrificandogli tutto e spesso accontentandosi del racconto del suo amore, e alle quali la letteratura italiana resta debitrice. 

A settant' anni dalla morte del poeta, Guerri trova la cifra per un racconto spassionato ma appassionante, spregiudicato ma colmo di sensibilità storica, letteraria e umana sulla vita e sulle opere inimitabili dell""Imaginifico"", del Vate, del Comandante. 

Libro Consigliato. 



EAN: 
9788804678687

Recensione: La storia ci ha mentito

 La storia ci ha mentito. Dai misteri della borsa scomparsa di Mussolini alle ami segrete di Hitler, le grandi menzogne del Novecento di Arrigo Petacco

Titolo: La storia ci ha mentito

Autore: Arrigo Petacco

Genere: Storia

Prezzo Cartaceo: € 20,00 

Pagine: 209

Pubblicazione: 6 giugno 2017 

Editore: Mondadori

Collana: Oscar storia

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐

Trama: Quante furono davvero le armi segrete a cui Hitler affidò fino all'ultimo le proprie speranze di vittoria? Quali obiettivi ispirarono il temerario volo sulla Gran Bretagna del gerarca nazista Rudolf Hess? Che cosa conteneva realmente la famosa borsa che Mussolini portava con sé al momento della sua cattura a Dongo? Sono alcuni dei misteri che continuano a suscitare l'interesse di tanti appassionati di storia. Su questi e su molti altri episodi della seconda guerra mondiale e del ventennio che l'ha preceduta indaga Arrigo Petacco, assolutamente convinto che molti di quegli eventi siano stati raccontati enfatizzando le ragioni dei vincitori e tacendo quelle dei vinti. Ogni volta che è scoppiata una guerra, afferma nell'Introduzione, "la prima vittima è sempre stata la verità (le bugie sono necessarie per demonizzare il nemico), ma poi, quando la guerra è finita, le bugie dei vincitori sono diventate delle "verità", mentre quelle dei vinti sono sopravvissute sottotraccia". Una prospettiva che sarebbe arrivata alle estreme conseguenze con il trattamento riservato al Giappone sconfitto, costretto a lungo a rimuovere la propria storia dai manuali scolastici. Questo libro si propone appunto di recuperare il punto di vista dei vinti, di mostrare "il rovescio della medaglia".

Recensione: Le bugie o le menzogne in tempo di guerra sono pane quotidiano e poi a conflitto terminato la storia viene scritta dai vincitori, ovviamente preoccupati di non ristabilire la verità; in relazione a ciò lo scopo che si è proposto l’autore con questo saggio è di dare ascolto alle istanze degli sconfitti, senza tuttavia arrivare a determinare con certezza quella che è la verità. 

Infatti Arrigo Petacco ha inteso soprattutto fare l’avvocato del diavolo, ponendo in luce incongruenze, comportamenti strani già ben noti, con il tentativo, a puro livello di ipotesi, di fornire una spiegazione.

Rientra in queste fattispecie anche il silente fronte occidentale per buona parte del primo anno di guerra e che sembrò frutto di una tregua non sottoscritta. I motivi di questo comportamento da parte tedesca potevano forse risiedere nell’ipotesi di arrivare a un accordo con gli anglo-francesi per un’azione comune verso l’Unione Sovietica, nonostante il patto di non aggressione sottoscritto da Stalin con Hitler; si tratta tuttavia unicamente di un’ipotesi, come quella che vide la discesa in campo dell’Italia con l’alleato tedesco solo nel giugno del 1940, in virtù di quel patto d’acciaio dalle condizioni capestro che sarebbero state sottoscritte da Ciano in difformità degli ordini ricevuti da Mussolini, ipotesi che mi sembra del tutto azzardata vista la notevole avversione per i tedeschi del genero del Duce. 

Insomma, almeno nella prima parte del saggio, abbiamo solo chiacchiere e non poteva essere diversamente perché gli attori dell’epoca sono morti, documenti che chiariscano non si trovano e quindi nascono delle teorie, più o meno opinabili. 

Molto più interessante è la seconda parte in cui si parla non solo della famosa seduta del Gran Consiglio del fascismo del 25 luglio 1943, a cui Mussolini, un Mussolini stanco e preoccupato avrebbero potuto opporsi, ma anche delle testimonianze di Edda Ciano che notoriamente era in intimità con suo padre, nel senso che con lei si apriva, e che potrebbero spiegare tante cose, come tentano di fare, ma non lo fanno.

Infatti il Duce, a proposito della guerra d’Etiopia, da cui sarebbero nati tutti i suoi problemi con l’opposizione di paesi colonialisti come la Francia e l’Inghilterra, avrebbe preteso di dimostrare che fu costretto proprio da queste due potenze a gettarsi nelle braccia di Hitler, nell’impossibilità di lasciargli spazio. Più che un movente, sembrerebbe una scusa per giustificare un operato francamente scellerato che portò l’Italia alla guerra e alla rovina. 

Mi sembra invece più plausibile il fatto che Mussolini non avesse a che fare con il delitto Matteotti, visto che gli esecutori, tutti fascisti, probabilmente volevano dare solo una lezione al parlamentare socialista, ma poi la faccenda era sfuggita loro di mano.

C’è poi una terza parte in cui si parla di un Mussolini privato, sia di quando ancora non era il Duce, sia di quando lo era nel pieno esercizio delle sue funzioni; si passa così dal periodo scolastico, in cui già si ravvisava la capacità di oratore, alle gestioni dei rapporti con i parenti (sempre esosi, ma lui era stretto di manica) allorché comandava l’Italia.

E c’è anche il Benito Mussolini della Repubblica di Salò, l’ombra di se stesso, un uomo che ogni tanto sogna di dar vita a uno stato effettivamente socialista, circondato dalle SS, ma anche da amici romagnoli, fra i quali quel Bombacci fondatore del partito comunista italiano. 

Sono illusioni, momenti di evasione, nel grigiore plumbeo di una decadenza inarrestabile e vedere l’uomo che ha comandato con il pugno di ferro l’Italia ridotto a una pura figura di rappresentanza, senza potere e senza avvenire, può muovere anche a pietà, ma non si deve dimenticare che lui, nella sua enorme vanità, pur realizzando anche cose buone, precipitò un paese e un popolo nell’orrore e nelle distruzioni di una guerra.

Da leggere.


EAN: 9788804679981

Recensione: La leggenda del santo bevitore

  La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth Titolo: La leggenda del santo bevitore Titolo Originale: Die legende vom heiligen trinker Au...