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Recensione: L' ultimo giorno di un condannato

 L'ultimo giorno di un condannato di Victor Hugo

Titolo: L' ultimo giorno di un condannato

Titolo Originale: Le dernier jour d' un condamné 

Autore: Victor Hugo

Genere: Classici 

Prezzo Cartaceo: € 9,00

Prezzo Ebook: € 2,99

Pagine: 176

Pubblicazione: 15 settembre 2016

Editore: Feltrinelli

Collana: universale economica. I classici

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: È anonimo l'autore che, nel 1829, dà alle stampe questo piccolo, gigantesco libro. Ma è inconfondibilmente Victor Hugo. Sono anni in cui il progresso sembra trasportare l'umanità intera, sul suo dorso poderoso, verso un futuro di pace, prosperità, ricchezza e fratellanza. Ma negli stessi anni si tagliano ancora teste davanti a un pubblico pagante, si marcisce in carcere, ci si lascia morire per una colpa non sempre dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio. Hugo parla a nome dell'umanità, come sempre, e lo fa attraverso la voce di un uomo qualunque, di un condannato qualunque, di un miserabile che rappresenta tutti i miserabili di tutte le nazioni e tutte le epoche. Un crimine di cui non conosciamo i dettagli lo ha fatto gettare in una cella. Persone di cui non conosciamo il nome dispongono della sua vita, come divinità autoproclamate. Un'angoscia di cui conosciamo fin troppo bene la lama lo tortura, giorno dopo giorno, e gli fa desiderare che il tempo corra sempre più veloce. Verso la fine dell'attesa, venga essa con la liberazione o con l'oblio.

Recensione“L’ultimo giorno di un condannato a morte” è uno di quei libri che non lascia indifferenti, sia per il messaggio che porta sia per l’intensità con cui viene colpito il lettore.

Hugo, sotto forma di diario, ci racconta le ultime settimane di vita di un condannato a morte. Di lui sappiamo pochissimo, ma i pochi stralci che ci regala sono importanti. Molto toccante è la parte dedicata alla figlia e al loro incontro. Hugo condanna la pena di morte e ci da anche un piccolo assaggio di quello che aspetta coloro che invece andranno al bagno penale (grazie a “Papillon” di Henry Carrière ho il quadro della situazione chiaro su questo argomento) e di come la società lì “accoglierà” il giorno della fine della pena.

Tramite il suo protagonista, Hugo ci mostra “una progressione sempre crescente di dolori, in questa specie di autopsia intellettuale di un condannato”.

La sensazione che mi è rimasta più addosso e la continua speranza dell’uomo, fino alla fine. Lei è sempre lì e quando si riaccende ogni volta, è più dura da digerire. E poi l’attesa, il non sapere e il popolo, si proprio quest’ultimo ha un ruolo tutto suo.

Dopo la lettura di questo testo, ho deciso di proseguire la lettura di altre opere su questo tema. Un giovane Hugo, che spera di colpire la società, ci mostra qualcosa che purtroppo non è stato ancora bloccato duecento anni dopo.

Lo consiglio a tutti, sia per l’intensità e la profondità dell’argomento sia per la riflessione e il pensiero che rimangono al lettore.



EAN: 
9788807902499

Recensione: Notre - Dame de Paris

 Notre - Dame de Paris di Victor Hugo 

Titolo: Notre - Dame de Paris

Titolo Originale: Notre - Dame de Paris 

Autore: Victor Hugo

Genere: Classici

Prezzo Cartaceo: € 12,50 

Prezzo Ebook: € 2,99 

Pagine: 700

Pubblicazione: 29 settembre 2016

Editore: Mondadori 

Collana: Nuovi oscar classici

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: La cattedrale di Notre-Dame è il cuore di Parigi, città in cui si incrociano i destini di Quasimodo, il campanaro deforme che salva dall'impiccagione la bella zingara Esmeralda, di Gringoire, il poeta pazzo e girovago, del nobile ufficiale Phoebus, di Frollo, l'arcidiacono dall'anima nera, e della folla tumultuante dei reietti. Grandioso affresco a tinte forti, ricco di colpi di scena, il romanzo – popolato da ombre sinistre – incarna i temi del romanticismo: la storia come luogo d'azione; il popolo che per la prima volta entra a viva forza nella letteratura; il raffronto tra l'orrido e il bello e, soprattutto, il bene sconfitto dal male.

Introduzione di Victor Brombert.

Recensione: “Notre Dame de Paris”, capolavoro del Romanticismo e capostipite del romanzo storico ad ambientazione medievale per quanto riguarda la Letteratura francese, è un romanzo che fu pubblicato nel 1831 ed ottenne, fin da subito, un grande successo di pubblico.

I protagonisti della vicenda sono Quasimodo, orrendo campanaro della cattedrale di Notre Dame, gobbo, deforme, sordo, ma dall’animo buono e nobile e la bellissima Esmeralda, ragazza che si guadagna da vivere cantando e ballando nelle piazze di Parigi in compagnia di una capretta.

Intorno a loro si innesca un intreccio di amore e morte. Il Medioevo in cui Hugo ambienta la narrazione è quello pittoresco e cupo tipico del Romanticismo, e tipici del Romanticismo sono anche il mescolamento di sublime e grottesco e la rappresentazione di grandi e potenti passioni che animano i personaggi e li conducono verso un destino ineluttabile.

Siamo a Parigi, nel 1482. Sulla città si staglia imponente la cattedrale di Notre Dame. A Quasimodo viene ordinato dall’arcidiacono Claude Frollo, suo padre adottivo e padrone, di rapire la bellissima Esmeralda, per la quale prova un’insana passione. Il rapimento però viene scongiurato da Phoebus, giovane e aitante capitano delle guardie reali. 

A questo punto i vari personaggi si innamorano perdutamente uno dell’altro: purtroppo, però, non in maniera reciproca.

E nemmeno, direi, in modo molto sano. Ma abbiamo detto che siamo di fronte ad un capolavoro del Romanticismo e come tale deve essere letto il romanzo.

L'amore invece, il tema portante, è presente in tutte le sue forme ma tutte passionali: l'amore distruttore, tossico, egoista e ossesso di Frollo, l'amore puro e incondizionato e salvatore di Quasimodo e infine l'amore supremo: quello di una madre per la propria creatura e qui Hugo è capace di strappare le lacrime anche ai cuori più duri e freddi.

Su tutto poi si erge la grandezza di Victor Hugo, autore veramente immenso. 

Libro che consiglio! 


EAN: 
9788804672234


Recensione: Il Po. Viaggio lungo il grande fiume

 Il Po. Viaggio lungo il grande Fiume

Titolo: Il Po. Viaggio lungo il grande fiume

Titolo Originale: The Po

Autore: Tobias Jones

Genere: Storia culturale e sociale

Prezzo Cartaceo: € 16,00

Prezzo Ebook: € 8,99

Pagine: 240

Pubblicazione: 19 novembre 2024

Editore: Mondadori

Collana: Oscar storia

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: Il Po, con i suoi 652 chilometri, è il fiume più lungo d'Italia, ma è anche e soprattutto parte del suo immaginario, tanto quanto lo sono il Tamigi per l'Inghilterra o il Mississippi per gli Stati Uniti. Dalle Alpi Cozie al confine con la Francia fino al mare Adriatico, percorre l'intera larghezza del Paese attraversando o lambendo alcune delle più belle città - da Torino a Pavia, da Cremona a Parma, Mantova e Ferrara - e segnandone la civiltà. Da millenni è una via di comunicazione di primaria importanza, ma anche un baluardo di difesa dalle invasioni provenienti dal Nord nonché l'asse del principale sviluppo prima agricolo, poi industriale e infine terziario: le sue piane alluvionali hanno prodotto non solo grano, riso, canapa, legname, ma anche seta, mattoni, cemento.

Recensione: Tobias Jones nel suo libro , coglie questi aspetti e li vive in prima persona in un atipico viaggio lungo il Po. 

Lo scrittore gallese ma parmigiano di adozione, sceglie di partire dalla foce verso la sorgente, risale il fiume fisicamente ed emotivamente, in un ascesa dalla melanconia verso la serenità, il sentimento ultimo provato in prossimità dell' origine del fiume, che come ricorda l'autore è " il luogo in cui anche il più grande fiume italiano è a misura d'uomo".

Da ogni storia citata e descritta nel libro emerge la vastità di culture, di tradizioni e usanze che si possono incontrare lungo le rive del fiume che per questo motivo è visto un unicum proprio per via della sua complessità e autenticità italiana. 

Come si acquisisce dal titolo, la sua intenzione è di scrivere un' elegia, ovvero un compianto per una condizione di infelicità. 

Sono numerosi gli aspetti negativi del grande fiume che vengono messi in luce: disastro ecologico , inquinamento e crisi idrica molto seria. 

Temi di estrema attualità che difficilmente ci abbandoneranno in futuro se non affrontati da subito in maniera adeguata e collettiva. 

Consiglio la lettura. 



EAN: 
9788804786283


Recensione: D' Annunzio. L'amante Guerriero

D' Annunzio. L'amante Guerriero di Giordano Bruno Guerri

Titolo: D' Annunzio. L' amante Guerriero 

Autore: Giordano Bruno Guerri

Genere: Letteratura Storia e Critica

Prezzo Cartaceo: € 15,00

Prezzo Ebook: € 6,99 

Pagine: 385

Pubblicazione: 6 Giugno 2017

Editore: Mondadori 

Collana: Oscar Storia

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐

Trama: Amante guerriero" nella seduzione come in letteratura e in politica, Gabriele d'Annunzio fu un uomo che seppe imporre i propri sogni. Discendente di tanti avventurieri italiani, da Casanova a Cagliostro, rivoluzionò la figura dell'intellettuale facendo della sua vita un'opera d'arte e influenzando più generazioni nel gusto e nella visione del mondo. L'Italia del secondo dopoguerra ha cercato in tutti i modi di sbarazzarsi di lui, alternando l'indifferenza alla condanna; e allora riscoprire d'Annunzio significa rivisitare la cultura di un'Italia appena nata, con i suoi fermenti, le sue aspirazioni, le sue contraddizioni, un'Italia di cui fu un campione smisurato. In questo saggio dai ritmi narrativi, Giordano Bruno Guerri svela un personaggio restituito al suo pensiero e alla sua arte, oltre che al suo tempo. Racconta nel dettaglio anche l'amante instancabile, rendendo omaggio a quelle donne, ispiratrici e compagne più o meno folli e coraggiose, che lo amarono sacrificandogli tutto, alle quali la letteratura italiana resta debitrice.

Recensione: In questo saggio dai ritmi narrativi, Giordano Bruno Guerri racconta un personaggio restituito al suo pensiero e alla sua arte, oltre che al suo tempo. 

E racconta nel dettaglio anche l'amante instancabile di tantissime donne, fedele solo al motto "non chi più soffre, ma chi gode conosce". 

Con loro fu egocentrico, sicuro e implacabile, come se il più delle volte fossero per lui solo un'unica musa senza volto. 

Questo libro è anche un tributo a quelle donne, ispiratrici e compagne più o meno folli e coraggiose, che spesso si sono lasciate trapassare dalla forza creatrice di "Ariel", pur sapendo di essere solo un tramite per la costruzione di versi e miti. 

Donne che lo amarono sacrificandogli tutto e spesso accontentandosi del racconto del suo amore, e alle quali la letteratura italiana resta debitrice. 

A settant' anni dalla morte del poeta, Guerri trova la cifra per un racconto spassionato ma appassionante, spregiudicato ma colmo di sensibilità storica, letteraria e umana sulla vita e sulle opere inimitabili dell""Imaginifico"", del Vate, del Comandante. 

Libro Consigliato. 



EAN: 
9788804678687

Recensione: La storia ci ha mentito

 La storia ci ha mentito. Dai misteri della borsa scomparsa di Mussolini alle ami segrete di Hitler, le grandi menzogne del Novecento di Arrigo Petacco

Titolo: La storia ci ha mentito

Autore: Arrigo Petacco

Genere: Storia

Prezzo Cartaceo: € 20,00 

Pagine: 209

Pubblicazione: 6 giugno 2017 

Editore: Mondadori

Collana: Oscar storia

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐

Trama: Quante furono davvero le armi segrete a cui Hitler affidò fino all'ultimo le proprie speranze di vittoria? Quali obiettivi ispirarono il temerario volo sulla Gran Bretagna del gerarca nazista Rudolf Hess? Che cosa conteneva realmente la famosa borsa che Mussolini portava con sé al momento della sua cattura a Dongo? Sono alcuni dei misteri che continuano a suscitare l'interesse di tanti appassionati di storia. Su questi e su molti altri episodi della seconda guerra mondiale e del ventennio che l'ha preceduta indaga Arrigo Petacco, assolutamente convinto che molti di quegli eventi siano stati raccontati enfatizzando le ragioni dei vincitori e tacendo quelle dei vinti. Ogni volta che è scoppiata una guerra, afferma nell'Introduzione, "la prima vittima è sempre stata la verità (le bugie sono necessarie per demonizzare il nemico), ma poi, quando la guerra è finita, le bugie dei vincitori sono diventate delle "verità", mentre quelle dei vinti sono sopravvissute sottotraccia". Una prospettiva che sarebbe arrivata alle estreme conseguenze con il trattamento riservato al Giappone sconfitto, costretto a lungo a rimuovere la propria storia dai manuali scolastici. Questo libro si propone appunto di recuperare il punto di vista dei vinti, di mostrare "il rovescio della medaglia".

Recensione: Le bugie o le menzogne in tempo di guerra sono pane quotidiano e poi a conflitto terminato la storia viene scritta dai vincitori, ovviamente preoccupati di non ristabilire la verità; in relazione a ciò lo scopo che si è proposto l’autore con questo saggio è di dare ascolto alle istanze degli sconfitti, senza tuttavia arrivare a determinare con certezza quella che è la verità. 

Infatti Arrigo Petacco ha inteso soprattutto fare l’avvocato del diavolo, ponendo in luce incongruenze, comportamenti strani già ben noti, con il tentativo, a puro livello di ipotesi, di fornire una spiegazione.

Rientra in queste fattispecie anche il silente fronte occidentale per buona parte del primo anno di guerra e che sembrò frutto di una tregua non sottoscritta. I motivi di questo comportamento da parte tedesca potevano forse risiedere nell’ipotesi di arrivare a un accordo con gli anglo-francesi per un’azione comune verso l’Unione Sovietica, nonostante il patto di non aggressione sottoscritto da Stalin con Hitler; si tratta tuttavia unicamente di un’ipotesi, come quella che vide la discesa in campo dell’Italia con l’alleato tedesco solo nel giugno del 1940, in virtù di quel patto d’acciaio dalle condizioni capestro che sarebbero state sottoscritte da Ciano in difformità degli ordini ricevuti da Mussolini, ipotesi che mi sembra del tutto azzardata vista la notevole avversione per i tedeschi del genero del Duce. 

Insomma, almeno nella prima parte del saggio, abbiamo solo chiacchiere e non poteva essere diversamente perché gli attori dell’epoca sono morti, documenti che chiariscano non si trovano e quindi nascono delle teorie, più o meno opinabili. 

Molto più interessante è la seconda parte in cui si parla non solo della famosa seduta del Gran Consiglio del fascismo del 25 luglio 1943, a cui Mussolini, un Mussolini stanco e preoccupato avrebbero potuto opporsi, ma anche delle testimonianze di Edda Ciano che notoriamente era in intimità con suo padre, nel senso che con lei si apriva, e che potrebbero spiegare tante cose, come tentano di fare, ma non lo fanno.

Infatti il Duce, a proposito della guerra d’Etiopia, da cui sarebbero nati tutti i suoi problemi con l’opposizione di paesi colonialisti come la Francia e l’Inghilterra, avrebbe preteso di dimostrare che fu costretto proprio da queste due potenze a gettarsi nelle braccia di Hitler, nell’impossibilità di lasciargli spazio. Più che un movente, sembrerebbe una scusa per giustificare un operato francamente scellerato che portò l’Italia alla guerra e alla rovina. 

Mi sembra invece più plausibile il fatto che Mussolini non avesse a che fare con il delitto Matteotti, visto che gli esecutori, tutti fascisti, probabilmente volevano dare solo una lezione al parlamentare socialista, ma poi la faccenda era sfuggita loro di mano.

C’è poi una terza parte in cui si parla di un Mussolini privato, sia di quando ancora non era il Duce, sia di quando lo era nel pieno esercizio delle sue funzioni; si passa così dal periodo scolastico, in cui già si ravvisava la capacità di oratore, alle gestioni dei rapporti con i parenti (sempre esosi, ma lui era stretto di manica) allorché comandava l’Italia.

E c’è anche il Benito Mussolini della Repubblica di Salò, l’ombra di se stesso, un uomo che ogni tanto sogna di dar vita a uno stato effettivamente socialista, circondato dalle SS, ma anche da amici romagnoli, fra i quali quel Bombacci fondatore del partito comunista italiano. 

Sono illusioni, momenti di evasione, nel grigiore plumbeo di una decadenza inarrestabile e vedere l’uomo che ha comandato con il pugno di ferro l’Italia ridotto a una pura figura di rappresentanza, senza potere e senza avvenire, può muovere anche a pietà, ma non si deve dimenticare che lui, nella sua enorme vanità, pur realizzando anche cose buone, precipitò un paese e un popolo nell’orrore e nelle distruzioni di una guerra.

Da leggere.


EAN: 9788804679981

Recensione: Quantum

 Quantum. Il primo caso del capitano Calli Chase di Patricia Cornwell

Titolo: Quantum

Titolo Originale: Quantum

Autore: Patricia Cornwell

Genere: Thriller

Prezzo Cartaceo: € 22,00

Prezzo Ebook: € 7,99

Pagine: 324

Pubblicazione: 26 novembre 2019

Editore: Mondadori

Collana: Omnibus 

EAN: 9788804724940

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: La grande autrice bestseller torna in libreria con una nuova, sorprendente serie thriller dove cybercriminali, forze governative e una straordinaria eroina si danno la caccia nel disperato tentativo di impedire – o favorire – un drammatico sabotaggio.

Alla vigilia di una missione spaziale top secret, il capitano Calli Chase si rende conto che nei tunnel sotterranei del centro di ricerca della NASA qualcosa non va. Pilota della NASA, ingegnere aerospaziale e investigatrice specializzata in cybercriminalità, Calli sa bene che una tempesta incombente, unita a un guasto nei sistemi di sicurezza, può fornire la copertura perfetta per un sabotaggio, con conseguenze fatali. Ma il pericolo è persino peggiore: tracce di sangue secco nei sotterranei, un badge di sicurezza mancante, uno strano suicidio… tutto fa convergere i sospetti sulla gemella di Calli, Carme, scomparsa in missione da giorni. Nel disperato tentativo di evitare la catastrofe e riabilitare l'immagine della sorella, il capitano Chase deve mettere in campo tutte le sue conoscenze e affrontare un passato familiare doloroso. Mentre il tempo sta per scadere, Calli si rende conto che fallire significa mettere la parola fine non solo a un importante programma spaziale ma alla sicurezza di un'intera nazione.

Recensione: Due gemelle: Calli e Carme tanto uguali esternamente che è difficile distinguerle.
Il fidanzato di Carme abbraccia la sorella sbagliata per errore, o perché è quello che vuole veramente.

Il capitano e mentore di Calli per essere sicuro di parlare con la persona giusta tasta il polpastrello della ragazza dove sa che deve esserci una cicatrice.

I loro genitori le scrutano pensierosi e eludono domande dirette. Una vita strana è quella di queste donne cresciute in una base della Nasa e abituate ai segreti: quelli dei genitori che non possono parlare dl loro lavoro e quelli che hanno tra loro. 

Così uguali all'esterno, ma così diverse, quasi incompatibili dentro. Si conoscono poco, o forse così bene da dubitare l'una dell'altra ma nonostante tutto da decidere di rischiare carriera e affetti pur di aiutarsi.

Quando entrambe decidono di iniziare una carriera all'interno di organismi militari le cose si complicano. Le parole che non si possono dire, ma forse solo accennare prestando attenzione a microspie e a orecchie indiscrete diventano sempre di più. 

Niente di strano quindi se ci sono partenze improvvise o se qualcuno della famiglia Chase rimane assente senza spiegazione per lunghi periodi. Più strano invece che un generale con quattro stelle faccia domande su Carme senza dare ulteriori spiegazioni, Strano anche che alla vigilia di due importanti missioni spaziali che dovranno essere coordinate da Calli un badge venga rubato, qualcuno faccia scattare l'allarme di un sotterraneo segreto e la proprietaria del badge scomparso decida di suicidarsi in modo alquanto complicato. 

Da qui partono le indagini di Calli: una specie di factotum della Nasa esperta di cybersicurezza. 

Sullo sfondo sua sorella, il rapporto che lega le due ragazze e uno strano episodio che le ha viste coinvolte nell'infanzia. In primo piano le indagini che sembrano portare verso Carme e come contorno segreti di Stato, depistaggi e operazioni di facciata che nascondono altro.

Direi che la signora Cornwell si sia abbastanza discostata dai romanzi della serie di Kay Scarpetta. 

L'ambientazione e le caratteristiche degli altri personaggi però sono abbastanza nuovi. 

La trama è piuttosto contorta: sembra quasi che l'autrice abbia voluto mettere troppe cose in poco spazio.

Finale aperto, anzi apertissimo, senza vere risposte e che rimanda al prossimo volume. 

Abbastanza deludente per me questo aspetto. 

Tanto impegno per rimettere assieme tutti gli indizi e le mezze informazione che la Cornwell ha seminato nel corso del romanzo, per poi rimanere a bocca asciutta.

Consigliato a chi piace la fisica quantistica, non a chi ama le riflessioni e l'introspezione. 




Recensione: Spin

 Spin di Patricia Cornwell

Titolo: Spin

Titolo Originale: Spin

Autore: Patricia Cornwell

Genere: Thriller

Prezzo Cartaceo: € 22,00

Prezzo Ebook: € 7,99

Pagine: 348

Pubblicazione: 2 marzo 2021

Collana: Omnibus

EAN: 9788804739814

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: In questo nuovo romanzo il capitano Calli Chase è coinvolta in una lotta contro il tempo per sventare un terribile complotto che tiene in bilico il destino dell'umanità. All'indomani del fallimentare lancio di un razzo della NASA, il capitano Calli Chase si ritrova faccia a faccia con la sua gemella scomparsa da tempo, e con l'inquietante interrogativo di chi sia davvero. Adesso che il programma top secret avviato anni prima ha incontrato un ostacolo inaspettato, solo Calli può reindirizzarne il corso e risolvere la situazione. Aiutata da tecnologie all'avanguardia, l'investigatrice scienziata della NASA e pilota della Space Force dovrà a ogni costo scoprire l'anello mancante che lega il sabotaggio del razzo a quello che le sta accadendo. Una ricerca che qualcuno sembra intenzionato a fermare a ogni costo. Dalla NASA alla fattoria della famiglia Chase, dalla Casa Bianca alle lontane orbite spaziali, Calli deve misurarsi con un avversario astuto e spietato. Come in una pericolosa partita a scacchi planetaria, una sola mossa sbagliata rischia di scatenare conseguenze catastrofiche che si estenderanno ben oltre i confini della Terra.

Recensione: Successivamente infatti la scrittrice ha ritenuto, giustamente, di dover crescere e staccarsi dalla inevitabile ripetitività dei racconti con il personaggio che le ha regalato popolarità, e si è cimentata in altri generi letterari, creando altri eroi di carta: ma non con uguale successo di critica e di lettori, anzi.

Dopo una serie quindi di libri con poca o nessuna fortuna, la Cornwell pare essersi ripresa con l’ultima sua creatura, Callisto “Calli” Chase, una giovane agente dei servizi di sicurezza della NASA, l’ente spaziale americano, che ha fatto il suo esordio nel romanzo precedente a questo, “Quantum”. 

Malgrado la giovane età, Calli è una donna affascinante per molti versi, nel fisico, nei modi, nell’intelligenza, sapiente e scientificamente multi-abile: è infatti una pilota, una scienziata, una esperta della più raffinata e avveniristica tecnologia informatica, una specie di agente segreto addestrata pertanto all’uso delle armi, di tattiche e strategie di vigilanza e sicurezza, un agente specialissimo quindi, un cyberninja come lei stessa si definisce:

“Gli agenti speciali, i cyberninja come me, devono avere una laurea. Alcuni hanno anche un dottorato e una formazione in diverse discipline che spaziano da scienze e ingegneria a psicologia e arte…ma sono anche ingegnere aerospaziale, fisica quantistica, pilota collaudatore e astronauta in fieri”.

Un altro particolare che la caratterizza è che Calli ha una sorella gemella, un vero e proprio clone perfettamente identico ed interscambiabile, Carme, come lei agente dei servizi di sicurezza della NASA. 

Con tale premessa, data la sua preparazione il minimo da aspettarsi è che Calli sia coinvolta in intrighi, azioni, avventure galattiche che hanno a che fare con la salvezza del pianeta, che contemplano pertanto dimestichezza con un’informatica altamente specialistica, l’Intelligenza Artificiale elevata alla massima potenza, il cybercrimine, i voli spaziali e quanto altro di avveniristico si possa ipotizzare: oserei dire che si tratti di autentici romanzi di fantascienza, ambientati ai nostri giorni e portati al parossismo.

Insomma, il romanzo è questo: un cyber romanzo.

Può piacere, certo, ma ha anche qualche punto debole. 

La trama è complicata, un sequel del romanzo precedente, un prequel del prossimo, un pochino troppo intricata e piena zeppa di sigle, di acronimi, di termini scientifici, di rimandi alla fisica quantistica e all’ingegneria che, per quanto interessanti, alla lunga stancano.

Inoltre, manca di suspense,di attesa, di paura.

Anche lo stile di scrittura è particolare, ridondante, Patricia Cornwell indubbiamente sa scrivere, scrive bene, ci mancherebbe, ne ha data ampia prova, e però proprio per le caratteristiche della storia e della protagonista stavolta effettua in un certo senso uno “spin”, una rotazione sull’asse della sua scrittura, che appare più elaborata, forse più elegante, ma a mio parere anche più involuta, appesantisce la lettura.

Tutto il romanzo, quindi, appare come una celebrazione dell’american way of the life, un excursus onorifico del patriottismo e della capacità tecnico scientifica americana all’avanguardia nella ricerca e nelle scienze, specie quelle aereo spaziali, tale che i posteri possano un giorno apprezzare l’American graffiti technology e rilevarne quanto abbia inciso nel progredire dell’umanità.

Lo consiglio, ma non aspettatevi Kay Scarpetta o un medical thriller, è altro, piacerà solo agli appassionati del genere cyber-thriller. 



Recensione: I fiori del male

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