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Recensione: La leggenda del santo bevitore

 La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth

Titolo: La leggenda del santo bevitore

Titolo Originale: Die legende vom heiligen trinker

Autore: Joseph Roth

Genere: Classici

Prezzo Cartaceo: € 10,00

Prezzo Ebook: € 2,99

Pagine: 88

Pubblicazione: 2 settembre 1985

Editore: Adelphi

Collana: Piccola biblioteca Adelphi

Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: La leggenda del santo bevitore fu pubblicato per la prima volta nel 1939, pochi mesi dopo la morte di Joseph Roth, esule a Parigi – e può essere considerato, per molti versi, il suo testamento, la parabola trasparente e misteriosa che racchiude la cifra del suo autore, oggi riscoperto come uno dei più straordinari narratori di questo secolo.

Il clochard Andreas Kartak, originario come Roth delle province orientali dell’Impero absburgico, incontra una notte, sotto i ponti della Senna, un enigmatico sconosciuto che gli offre duecento franchi. Il clochard, che ha un senso inscalfibile dell’onore, in un primo momento non vuole accettare, perché sa che non potrà mai rendere quei soldi. Lo sconosciuto gli suggerisce di restituirli, quando potrà, alla «piccola santa Teresa» nella chiesa di Santa Maria di Batignolles. Da quel momento in poi la vita del clochard è tutta un avvicinarsi e un perdersi sulla strada di quella chiesa, per mantenere una impossibile parola.
È come se il clochard volesse ormai una sola cosa nella sua vita – rendere quei soldi –, e al tempo stesso non aspettasse altro che di essere sviato da innumerevoli pernod, da donne che il caso gli fa incontrare, da vecchi amici che riappaiono come comparse fantomatiche. Tutta la straziata dispersione della vita di Roth – e soprattutto dei suoi ultimi anni, quando, proprio a Parigi, trovava una suprema, ultima lucidità nell’alcool – traspare in questa immagine di un uomo ormai tranquillamente estraneo a ogni società, visitato da brandelli di ricordi, generosamente disponibile a tutto ciò che incontra – e in segreto fedele a un unico e apparentemente inutile voto.

Recensione:  Un libro di poche pagine che mi ha portato a scoprire un autore che posso potenzialmente amare.

“La leggenda del santo bevitore” è un racconto molto breve, l’ultimo scritto da Roth e pubblicato dopo la sua morte; molto di suo sembra esserci nel protagonista: Andreas Karnak, clochard che vive sotto i ponti di Parigi e col vizio dell’alcool.

Questo racconto ci espone la situazione di quest’uomo che, ormai abbandonatosi completamente alla propria vita miserabile, si trascina in avanti dimentico di sé stesso e di quello che gli sta intorno.

All’inizio di questa storia, tuttavia, sembra aprirsi uno spiraglio di luce: si presenta a lui un uomo che gli offre un’occasione per riprendere in mano la sua vita e rimettersi in carreggiata, tramite l’offerta di duecento franchi. 

Andreas, pur essendo un disperato, si reputa tuttavia un uomo d’onore e inizialmente rifiuta l’offerta, non avendo indirizzo e non potendo dunque restituire la somma prestatagli. 

Lo sconosciuto gli offre allora l’opportunità di restituirla offrendola a Santa Teresa, che a quanto pare lo ha portato sulla strada della vera felicità; una strada che l’ha condotto a offrire quell’aiuto ad Andreas.
Andreas accetta, cercando di far fruttare quell’occasione che la Provvidenza gli ha generosamente offerto.

Il clochard protagonista di questa storia è un uomo al quale la vita offre più di un’occasione, nel giro di pochissimo tempo; i miracoli (sotto forma di crediti) di cui si trova a “subire” gli effetti sono tutte le occasioni che la vita può offrire a un uomo come tanti, che tanto può esserne grato e sfruttarne i benefici per portare la sua vita a un livello superiore (così come ha evidentemente fatto il benefattore all’inizio del racconto); tanto può concentrarsi sui suoi bisogni immediati, scialacquando quell’occasione per riassaporare brevemente quelle cose di cui è stato privo per tanto tempo. 

In questi archetipi d’uomo Andreas si colloca in una posizione particolare: quella dell’uomo che vuole assolutamente sfruttare l’opportunità che gli viene offerta, che non dimentica mai il debito che ha contratto e che non pensa mai di sottrarvisi, ma che non ha abbastanza forza d’animo e di volontà né per rispettare l’impegno all’estinzione del debito né per dare alla sua vita una spinta decisiva. 

Basta poco a farlo desistere dai suoi propositi, e nella maggior parte dei casi questo “poco” si identifica con un invito a bere.

Saremo dunque spettatori delle azioni di un uomo reso impotente dalla sua scarsa lungimiranza, troppo schiavo dei suoi bisogni nel tempo presente per pensare a costruirsi un futuro degno d’esser vissuto.

Un gran bel racconto, che mi fa venir voglia di approfondire l’opera di Joseph Roth.


EAN: 
9788845901744

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