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Recensione: Sei di corvi


Sei di corvi di Leigh Bardugo 

Titolo: Sei di corvi
Titolo Originale: Six of Crows 
Autore: Leigh Bardugo 
Genere: Fantasy 
Prezzo Cartaceo: 17,90 € 
Prezzo Ebook: 8,99 €
Pagine: 408 
Pubblicazione: 24 settembre 2019 
Editore: Mondadori 
Collana: Fantastica
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐

Trama: A Ketterdam, vivace centro di scambi commerciali internazionali, non c'è niente che non possa essere comprato e nessuno lo sa meglio di Kaz Brekker, cresciuto nei vicoli bui e dannati del Barile, la zona più malfamata della città, un ricettacolo di sporcizia, vizi e violenza. Kaz, detto anche Manisporche, è un ladro spietato, bugiardo e senza un grammo di coscienza che si muove con disinvoltura tra bische clandestine, traffici illeciti e bordelli, con indosso gli immancabili guanti di pelle nera e un bastone decorato con una testa di corvo. Uno che, nonostante la giovane età, tutti hanno imparato a temere e rispettare. Un giorno Brekker viene avvicinato da uno dei più ricchi e potenti mercanti della città e gli viene offerta una ricompensa esorbitante a patto che riesca a liberare lo scienziato Bo Yul-Bayur dalla leggendaria Corte di Ghiaccio, una fortezza considerata da tutti inespugnabile. Una missione impossibile che Kaz non è in grado di affrontare da solo. Assoldati i cinque compagni di avventura – un detenuto con sete di vendetta, un tiratore scelto col vizio del gioco, uno scappato di casa con un passato da privilegiato, una spia che tutti chiamano lo "Spettro", una ragazza dotata di poteri magici –, ladri e delinquenti con capacità fuori dal comune e così disperati da non tirarsi indietro nemmeno davanti alla possibilità concreta di non fare più ritorno a casa, Kaz è pronto a tentare l'ambizioso quanto azzardato colpo. Per riuscirci, però, lui e i suoi compagni dovranno imparare a lavorare in squadra e a fidarsi l'uno dell'altro, perché il loro potenziale può sì condurli a compiere grandi cose, ma anche provocare grossi danni... Finalmente arriva in Italia il primo romanzo della duologia che ha consacrato Leigh Bardugo come una delle voci più talentuose e autorevoli della narrativa fantasy. Una serie ambientata in un mondo articolato e straordinario, il GrishaVerse, dove si muovono personaggi sapientemente costruiti e sfaccettati. Una storia avventurosa ricca di colpi di scena che vi mancherà nell'istante stesso in cui avrete letto l'ultima pagina.

Il primo romanzo della duologia che ha consacrato Leigh Bardugo come una delle voci più talentuose e autorevoli della narrativa fantasy. Una serie ambientata in un mondo articolato e straordinario, il GrishaVerse, dove si muovono personaggi sapientemente costruiti e sfaccettati.

Recensione: Dopo aver letto tante opinioni positive ho deciso di acquistare questo libro e devo dire di non essere rimasta delusa. Sei di corvi è un ottimo fantasy, originale e ben scritto. La trama può sembrare semplice e inizialmente risulta un pochino lenta, ma poi diventa sempre più avvincente e ricca di colpi di scena. La descrizione del sistema magico è comprensibile e interessante anche per chi, come me, non ha letto La Grisha Trilogy. 
I personaggi sono il vero punto di forza di questo libro in quanto tutti ben descritti e dotati di una propria personalità. Ho amato il fatto che Leigh Bardugo abbia creato dei protagonisti non convenzionali, che spesso sbagliano e agiscono per proprio tornaconto personale. Libro assolutamente consigliato.




Recensione: Frankenstein


Frankenstein di Mary Shelley 

Titolo: Frankenstein 
Titolo Originale: Frankenstein, or The Modern Prometheus 
Autore: Mary Shelley 
Genere: Horror e Narrativa Gotica
Prezzo Cartaceo: € 8,00 
Prezzo Ebook: € 0,99
Pagine: 298 
Pubblicazione: 2012 
Editore: Giunti Editore
Collana: Y Classici 
Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: Sconvolto dalla prematura morte della madre, il giovane Frankenstein parte per la Germania e si laurea in fretta.
Studia filosofia e anatomia e di notte visita i cimiteri per osservare la decomposizione dei cadaveri. 
Il suo scopo segreto è la creazione di un essere animato che sia intelligente, ma anche in perfetta salute e in grado di vivere a lungo. 
Ci riesce, ma l'essere che viene generato, deforme e dotato di una forza incredibile, sfugge al suo controllo per scappare nella notte, pieno di rabbia e di paura. 

Recensione: La storia è ormai divenuta un luogo comune: Frankenstein, una sorta di scienziato pazzo, da vita ad una creatura dalle fattezze mostruose che sentendosi discriminata dal genere umano arriva a commettere crudeli delitti. E' una storia eccezionale, ricca di colpi di scena, di descrizioni accurate e di squisite rifiniture. E' una storia crudele, amara, intensamente passionale, scritta con lo stile elegante e poetico tipico dei classici della letteratura gotica. Il tema affrontato è uno dei discussi da tutti i tempi, ma sempre attuale e affascinate: l'uomo che vuole assolutamente oltrepassare i propri limiti, (quasi inconsapevolmente) si incarna perfettamente nel dottor Frankenstein, soprannominato il moderno prometeo. Inoltre ho davvero apprezzato la tecnica narrativa utilizzata dall'autrice, ovvero quella del romanzo epistolare che da voce ai tre personaggi pricipali: Walton (che intraprende una spedizione pericolosa nei mari del nord), Victor Frankenstein (trovato da Walton in mezzo ai ghiacciai), il mostro (che racconta come da essere docile sia diventato feroce e assetato di sangue), poi ancora Frankenstein e infine Walton che chiude questa storia dopo averla iniziata quasi in maniera ciclica. Quindi, a circa due secoli dalla sua pubblicazione, il romanzo di Mary Shelley sa ancora come impressionare. 



Recensione: Il nome della rosa


Il nome della rosa di Umberto Eco 

Titolo: Il nome della rosa
Autore: Umberto Eco
Genere: Narrativa Italiana di ambientazione storica
Prezzo Cartaceo: € 18,00 
Prezzo Ebook: € 8,99 
Pagine: 624
Pubblicazione: 2018 
Editore: Bompiani
Collana: Tascabili narrativa
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐⭐

Umberto EcoCritico, saggista, scrittore e semiologo di fama internazionale. A ventidue anni si è laureato all'Università di Torino con una tesi sul pensiero estetico di Tommaso d'Aquino.
Dopo aver lavorato dal 1954 al 1959 come editore dei programmi culturali della Rai, negli anni Sessanta ha insegnato prima presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Milano, poi presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Firenze. Infine presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Inoltre, ha fatto parte del Gruppo 63, rivelandosi un teorico acuto e brillante.
Dal 1959 al 1975 ha lavorato presso la casa editrice Bompiani, come senior editor. Nel 1975 viene nominato professore di Semiotica all'Università di Bologna, dove impianta una vivace e agguerrita scuola. Negli anni 1976-'77 e 1980-'83 ha diretto l'Istituto di Discipline della Comunicazione e dello Spettacolo, presso l'Università di Bologna.
I suoi saggi spaziano dall’estetica medievale (Il problema dell’estetica in Tommaso d’Aquino, 1956; Arte e bellezza nell’estetica medievale, 1987), alla semiotica (Trattato di semiotica generale, 1975; Semiotica e filosofia del linguaggio, 1983; La ricerca della lingua perfetta, 1993), soffermandosi sui codici della comunicazione artistica (Opera aperta, 1962; Apocalittici e integrati, 1964). Noto per le brillanti inchieste sulla cultura di consumo (Diario minimo, 1963; Il superuomo di massa, 1976; Sette anni di desiderio, 1983; Il secondo diario minimo, 1992), ha ottenuto un successo mondiale con il romanzo Il nome della rosa (Bompiani, 1980, premio Strega), thriller gotico d’ambientazione medievale e conventuale che sviluppa, con lucido razionalismo, la fitta trama di un dibattito ideologico. Più elaborati, nel linguaggio e nella tecnica compositiva, i romanzi successivi (Il pendolo di Foucault, 1988; L’isola del giorno prima, 1994; Baudolino, 2000; La misteriosa fiamma della regina Loana, 2004: tutti Bompiani). Critico verso le concezioni ontologiche dell’interpretazione, ha posto l’accento sulla relazione autore-lettore in diversi scritti: La struttura assente (1968), Lector in fabula (1979), I limiti dell’interpretazione (1990), Sei passeggiate nei boschi narrativi (1994, ciclo di conferenze tenuto alla Harvard University nel 1993), Tra menzogna e ironia (1998), Sulla letteratura (2002). Si ricordano inoltre: La definizione dell’arte (1968), Le forme del contenuto (1971), Sugli specchi e altri saggi (1985), Kant e l’ornitorinco (1997), Storia della bellezza (2004), A passo di gambero (2006) e la felice traduzione dei funambolici Esercizi di stile (1983) di R.Queneau.
Tra i suoi ultimi libri: il romanzo Il cimitero di Praga (2010), la raccolta di saggi Costruire il nemico (2011), Storia delle terre e dei luoghi leggendari (2013), Numero Zero (2015), Pape Satàn Aleppe. Cronache di una società liquida (2016).
Umberto Eco è stato uno dei favoriti per l'assegnazione del premio Nobel per la Letteratura.


Trama: Ultima settimana del novembre 1327. Il novizio Adso da Melk accompagna in un'abbazia dell'alta Italia frate Guglielmo da Baskerville, incaricato di una sottile e imprecisa missione diplomatica. Ex inquisitore, amico di Guglielmo di Occam e di Marsilio da Padova, frate Guglielmo si trova a dover dipanare una serie di misteriosi delitti (sette in sette giorni, perpetrati nel chiuso della cinta abbaziale) che insanguinano una biblioteca labirintica e inaccessibile. Per risolvere il caso, Guglielmo dovrà decifrare indizi di ogni genere, dal comportamento dei santi a quello degli eretici, dalle scritture negromantiche al linguaggio delle erbe, da manoscritti in lingue ignote alle mosse diplomatiche degli uomini di potere. La soluzione arriverà, forse troppo tardi, in termini di giorni, forse troppo presto, in termini di secoli.

Recensione: È stato il primo libro che abbia letto di Umberto Eco. Adoro il suo modo di scrivere, che ti coinvolge e ti invoglia a proseguire la lettura per scoprire come va a finire la storia. Adoro anche il suo modo di descrivere le situazioni, gli oggetti, i personaggi, perché ti permette di addentrarti talmente tanto nella storia che ti sembra di vivere insieme a loro, di vedere i luoghi, di ascoltare i dialoghi dal vivo. Non come un libro, ma quasi come un film, perché mentre leggevo, nella mia mente si proiettavano le immagini che costruivo a mano a mano che proseguivo nella lettura. Bello e appassionante. Ogni lettore dovrebbe avere questo libro nella sua libreria.  Un libro che consiglio! 


Recensione: Il segreto del Grace College


Il segreto del Grace College di Krystyna Kuhn

Titolo: Il segreto del Grace College 
Titolo Originale: Das Tal. Das Spiel
Autore: Krystyna  Kuhn 
Genere: Young Adult 
Prezzo Cartaceo: € 16.00 
Pagine: 302
Pubblicazione: 2011
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord 
Valutazione: ⭐⭐⭐

Trama: Un party di benvenuto in riva al Lake Mirror: così vengono accolte le matricole del Grace College, una prestigiosa università riservata ai migliori studenti del Paese. Ma la festa rischia di trasformarsi in tragedia quando Robert Frost, uno tra gli alunni più brillanti del primo anno, si getta all'improvviso nelle gelide acque del lago e, una volta tratto in salvo, racconta di aver visto una ragazza dai capelli blu tuffarsi da uno scoglio senza più riemergere. Nessuno però ha notato niente, e Robert diventa subito lo zimbello del campus. Soltanto sua sorella Julia gli crede e decide d'indagare, anche perché fin dal loro arrivo in quel luogo quasi inaccessibile, annidato in una sperduta valle delle Montagne Rocciose, lei ha percepito un'atmosfera ostile e minacciosa. E soprattutto perché una ragazza è davvero scomparsa. Si tratta di Angela, la caporedattrice del giornale universitario, che tuttavia è su una sedia a rotelle e di certo non ha i capelli blu. Sebbene Julia sembri determinata a dimostrare che il fratello non è né pazzo né bugiardo, in realtà il suo scopo è ben diverso: deve evitare che lei e Robert attirino troppo l'attenzione, altrimenti qualcuno potrebbe scavare nel loro passato e scoprire il terribile segreto che li ha costretti ad abbandonare tutto ciò che avevano di più caro.

Recensione: Trattasi di un thriller con protagonisti dei giovani e nel quale l'inquietudine è data solo dall'ambientazione e dallo scavo psicologico. L'Università nella quale il romanzo si svolge , situata nel cuore delle Montagne Rocciose, è simile a tanti altri atenei degli Stati Uniti : si parla di scuole costruite lontano dall'abitato, in mezzo alla natura selvaggia, nell'intenzione di "isolare" gli studenti affinché essi non si deconcentrino con gli svaghi offerti dalla civiltà. E così il "Grace College" diventa un "mondo a parte", ovvero un'università dove tecnologicamente non manca nulla, da negozi specializzati che vendono di tutto a postazioni con veloci connessioni a internet, ma all'interno della quale si muovono ricatti e trasgressioni. La trama è buona ma lo stile lascia molto a desiderare. I personaggi non sono ben delineati ed il racconto è troppo macchinoso, quindi non è coinvolgente, anzi ti annoia anche un po'. 
In particolar modo la prima parte è lenta, con quelle frasi appese che dovrebbero invogliarti a capire qualcosa di più ma che fanno venire solo il nervoso, è come se fosse tutto a metà. Devo dire che la seconda parte migliora, diventa più scattante anche se prevedibile.

" Tutti hanno qualcosa da nascondere." 

Recensione: Il fantasma di Canterville e altri racconti



Il fantasma di Canterville e altri racconti di Oscar Wilde 

Titolo: Il fantasma di Canterville e altri racconti 
Titolo Originale: Lord Arthur Savile's Crime and Other Stories 
Autore: Oscar Wilde 
Genere: Narrativa Straniera-Horror e Narrativa Gotica Classica
Prezzo Cartaceo: € 6,00 
Prezzo Ebook: € 1,99
Pagine: 138
Pubblicazione:2012
Editore: Giunti Editore
Collana: Y Classici 
Valutazione: ⭐⭐⭐

Oscar Wilde: Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde, nato e cresciuto a Dublino in un ambiente colto e spregiudicato, studiò a Oxford dove ebbe come maestri J. Ruskin e W. Pater.
Il suo ingegno brillante, i suoi successi letterari e le sue pose eccentriche lo imposero come una delle personalità dominanti nei circoli artistici e nei salotti mondani sia inglesi che francesi.
Visse prevalentemente tra Parigi e Londra, ma con frequenti viaggi in Italia, Grecia e Nordafrica. Nel 1882 si recò negli Stati Uniti per un fortunato ciclo di conferenze sull’estetismo.
Nel 1884 sposò Constance Lloyd, da cui ebbe due figli, ma ben presto il matrimonio naufragò. Tutta l’aristocrazia e la classe dirigente di cui era stato fino a poco prima l’idolo lo abbandonarono a causa della sua relazione con lord Alfred Douglas, che in particolare gli mise contro il padre di questi, marchese di Queensberry. In un processo che suscitò enorme scalpore, fu condannato per omosessualità a due anni di lavori forzati (1895). Scontata la pena, in miseria e abbandonato da tutti, si rifugiò in Francia dove morì tre anni dopo.
Dopo un libro di versi, Poesie (Poems, 1881), nel 1888 pubblicò un volume di favole per adulti, sentimentali e moraleggianti, Il principe felice (The happy prince), delle quali uscì nel 1891 una raccolta accresciuta con il titolo La casa dei melograni (The house of pomegranates); l’umorismo prevale invece nei racconti di Il delitto di lord Arthur Savile (Lord Arthur Savile’s crime, 1891).
I saggi di Intenzioni (Intentions, 1891) esprimono la sua dottrina estetica, mentre le sue riflessioni politiche, ispirate a un anarchismo idealizzato, sono esposte ne L’anima dell’uomo sotto il socialismo (The soul of man under socialism, 1891).
Sempre nel 1891 uscì il suo romanzo più celebre Il ritratto di Dorian Gray (The picture of Dorian Gray), massima espressione del decadentismo e dell’estetismo. Scrisse anche una serie di commedie in cui la polemica sociale è diluita in battute ironiche e paradossi cinici quanto brillanti: ricordiamo Il ventaglio di lady Windermere (Lady Windermere’s fan, 1892), Un marito ideale (An ideal husband, 1895) e L’importanza di chiamarsi Ernesto (The importance of being Earnest, 1895). La sua opera teatrale più celebre è senza dubbio Salomé, scritta in francese nel 1891 per Sarah Bernhardt, rappresentata per la prima volta nel 1896 e successivamente musicata da Richard Strauss (1905).
Nelle ultime opere, De profundis (in prosa, scritta in parte in carcere e pubblicata postuma, nel 1905) e La ballata del carcere di Reading (The ballad of Reading Gaol, 1898), la più celebre delle sue poesie, all’autocompiacimento si è sostituita l’autocompassione e l’orgoglio.
La sua opera è inseparabile dalla sua vita. Non solo predicò l’estetismo, ma volle vivere la propria vita come un’opera d’arte. Il tentativo di conciliare istanze di ribellione e mondanità si riflette nell’atteggiamento verso la società vittoriana, criticata ferocemente ma anche blandita. La sua opera viene spesso accostata a quella di Ch. Swinburne, di W. Pater, di J.-K. Huysmans, e alla pittura dei preraffaelliti e di Gustave Moreau.

Trama: Un ricco ministro americano, Hiram B. Otis, si trasferisce in Inghilterra e sceglie di abitare nell'antico castello di Canterville. Non si fa certo impressionare dalla leggenda che vuole il castello infestato da un vecchio fantasma, l'antico proprietario, Sir Simon, che uccise la moglie Lady Eleonore e scomparve nel nulla... "Il fantasma di Canterville" è una delle opere più conosciute e amate di Oscar Wilde, capolavoro di una scrittura al contempo raffinatissima e accessibile, intriso di ironia e di significati nascosti.

Recensione: Racconti deliziosi, leggeri e veloci, ma ognuno intriso di significato. Oscar Wilde non delude mai: affascinante l'inventiva, l'immaginazione e l'estro. Amo rileggere la biografia all'inizio dei suoi libri, ogni volta si scopre qualcosa che pare di non aver mai letto prima. Leggere il fantasma di Canterville è la lettura di classici meno faticosa che possa esistere. La narrazione è scorrevole, i personaggi ben delineati e divertenti e la storia ha quel qualcosa di misterioso che a fine narrazione, anche dopo averlo riletto per anni, lascia ancora perplessi. La ragazza e il fantasma quale patto hanno stretto? Cosa c'è dietro? Motivo in più per rileggerlo, un libro che consiglio! 




Recensione: Gli ultimi giorni dei nostri padri


Gli ultimi giorni dei nostri padri di Joël Dicker 


Titolo: Gli ultimi giorni dei nostri padri 
Titolo Originale: Les derniers jours de nos pères 
Autore: Joël Dicker
Genere: Narrativa Straniera - Libro ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale 
Prezzo Cartaceo: € 9,90 , € 20,00 Edizione Vecchia 
Prezzo Ebook: € 6,99 
Pagine: 462
Pubblicazione: 2015 
Editore: Bompiani
Collana: Tascabili narrativa
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐

Joël Dicker:  Joël Dicker è nato a Ginevra nel 1985. La verità sul caso Harry Quebert è il suo secondo romanzo. Il primo, Les derniers jours de nos pères, ha ricevuto il Prix des écrivains genevois nel 2010. La verità sul caso Harry Quebert ha ottenuto il Grand Prix du roman de l’Académie Française 2012 e il Prix Goncourt des lycéens 2012, ed è tradotto in oltre 25 paesi. Nel 2016 Bompiani pubblica La tigre.

Trama: Settant'anni dopo i fatti narrati, Gli ultimi giorni dei nostri padri è uno dei primi romanzi a evocare la creazione della SOE e a raccontare le vere relazioni tra la Resistenza e l'Inghilterra di Churchill

Londra, 1940. Per evitare l'annientamento dell'esercito britannico a Dunkerque, Churchill ha un'idea che cambierà il corso della guerra: creare una squadra di servizi segreti che lavori nella segretezza più assoluta, la SOE, Special Operations Executive. La SOE è incaricata di azioni di sabotaggio e intelligence tra le linee nemiche e coinvolge persone tra la popolazione locale più insospettabile. Il giovane Paul-Émile lascia Parigi per Londra nella speranza di unirsi alla Resistenza. Reclutato dalla SOE, è inserito in un gruppo di connazionali che diventeranno suoi compagni e amici del cuore. Addestrati in Inghilterra, i soldati verranno rimandati nella Francia occupata e scopriranno presto che il controspionaggio tedesco è già in allerta.

Recensione: Joël Dicker è un autore che mi piace molto, i suoi romanzi li ho divorati e questo non fa eccezione. E' diverso da "La verità sul caso Harry Quebert" e da "Il libro dei Baltimore" e all'inizio l'ho trovato un po’ lento, ma ho fatto bene a continuare la lettura:  libro scritto benissimo, i personaggi sono ben descritti e l'ambientazione accurata e precisa. 
Libro dopo una partenza un pochino lenta si è dimostrato almeno a me molto scorrevole e bello nel suo genere che tratta dell'amore dell'amicizia e dei rapporti umani con lo sfondo del periodo storico della seconda guerra mondiale, con dei riferimenti storici che fanno da contorno alla storia. Bello non me lo aspettavo così avvincente. Un libro che consiglio! 


Libro euro 9,90 Nuova edizione


Libro euro 20,00 Vecchia Edizione 


Recensione: L'incredibile storia degli imperatori romani


L'incredibile storia degli imperatori romani, i ritratti degli uomini che hanno fatto grande Roma di Massimo Blasi 

Titolo: L'incredibile storia degli imperatori romani 
Autore: Massimo Blasi 
Genere: Storia - Storia antica: fino al 5000 d.C
Prezzo Cartaceo: € 14,90 
Prezzo Ebook: € 5,99 
Pagine: 538 
Pubblicazione: 2018 
Collana: I volti della Storia 
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐

Trama: La Storia è un affresco vivido di uomini e donne in carne e ossa che hanno combattuto, ucciso, odiato, ma anche sognato e amato. In particolare, la storia degli oltre 150 imperatori che si sono succeduti da Augusto in poi offre uno spaccato estremamente ricco e variegato dell'animo umano, tanto delle sue grandezze quanto delle sue meschinità. Questo libro è composto dai ritratti delle vite degli uomini (e di alcune donne) più potenti del mondo romano e bizantino, con curiosità, aneddoti e intrighi, che regalano alla lettura la piacevolezza della narrazione romanzesca. Testimonianze di età antica e medievale, ma anche studi moderni di ricercatori di fama internazionale, letteratura, archeologia, epigrafia, arte, numismatica e papirologia sono alcune delle fonti attraverso le quali è stato possibile ricostruire la vita dei principi. Il volume è strutturato per profili biografici ordinati cronologicamente da Augusto, padre dell'impero romano d'Occidente, a Costantino Paleologo, ultimo imperatore di Bisanzio.

Recensione: La scrittura, in primis, è scorrevole, vivace e mai pesante. 
La trattazione è scientifica, ricca di riferimenti e citazioni, senza per questo togliere nulla alla fluidità del discorso.
Complimenti all'autore, perché ha saputo, in maniera sapiente, proporre una lunga trattazione storica attraverso un'esposizione intrigante e coinvolgente, riuscendo a dare grande dignità alla materia trattata e allo stesso tempo, grazie alla scrittura, a coinvolgere chi probabilmente non ha grande dimestichezza con la storia di Roma. 
Testo davvero notevole e per chi ama la storia lo consiglio molto! 


Recensione: I fiori del male

  I fiori del Male di Charles Baudelaire Titolo: I fiori del male Titolo Originale: Les Fleurs du mal Autore: Charles Baudelaire  Genere: Po...