Benvenuti nel mio blog Mondo Incantato. Un luogo dove posso trasmettere la mia grande passione per i libri e la lettura. Welcome to my Enchanted World blog. A place where I can send my great passion for books and reading.
Translate
Recensione: Il nome della rosa
Il nome della rosa di Umberto Eco
Titolo: Il nome della rosa
Autore: Umberto Eco
Genere: Narrativa Italiana di ambientazione storica
Prezzo Cartaceo: € 18,00
Prezzo Ebook: € 8,99
Pagine: 624
Pubblicazione: 2018
Editore: Bompiani
Collana: Tascabili narrativa
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐⭐
Umberto Eco: Critico, saggista, scrittore e semiologo di fama internazionale. A ventidue anni si è laureato all'Università di Torino con una tesi sul pensiero estetico di Tommaso d'Aquino.
Dopo aver lavorato dal 1954 al 1959 come editore dei programmi culturali della Rai, negli anni Sessanta ha insegnato prima presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Milano, poi presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Firenze. Infine presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Inoltre, ha fatto parte del Gruppo 63, rivelandosi un teorico acuto e brillante.
Dal 1959 al 1975 ha lavorato presso la casa editrice Bompiani, come senior editor. Nel 1975 viene nominato professore di Semiotica all'Università di Bologna, dove impianta una vivace e agguerrita scuola. Negli anni 1976-'77 e 1980-'83 ha diretto l'Istituto di Discipline della Comunicazione e dello Spettacolo, presso l'Università di Bologna.
I suoi saggi spaziano dall’estetica medievale (Il problema dell’estetica in Tommaso d’Aquino, 1956; Arte e bellezza nell’estetica medievale, 1987), alla semiotica (Trattato di semiotica generale, 1975; Semiotica e filosofia del linguaggio, 1983; La ricerca della lingua perfetta, 1993), soffermandosi sui codici della comunicazione artistica (Opera aperta, 1962; Apocalittici e integrati, 1964). Noto per le brillanti inchieste sulla cultura di consumo (Diario minimo, 1963; Il superuomo di massa, 1976; Sette anni di desiderio, 1983; Il secondo diario minimo, 1992), ha ottenuto un successo mondiale con il romanzo Il nome della rosa (Bompiani, 1980, premio Strega), thriller gotico d’ambientazione medievale e conventuale che sviluppa, con lucido razionalismo, la fitta trama di un dibattito ideologico. Più elaborati, nel linguaggio e nella tecnica compositiva, i romanzi successivi (Il pendolo di Foucault, 1988; L’isola del giorno prima, 1994; Baudolino, 2000; La misteriosa fiamma della regina Loana, 2004: tutti Bompiani). Critico verso le concezioni ontologiche dell’interpretazione, ha posto l’accento sulla relazione autore-lettore in diversi scritti: La struttura assente (1968), Lector in fabula (1979), I limiti dell’interpretazione (1990), Sei passeggiate nei boschi narrativi (1994, ciclo di conferenze tenuto alla Harvard University nel 1993), Tra menzogna e ironia (1998), Sulla letteratura (2002). Si ricordano inoltre: La definizione dell’arte (1968), Le forme del contenuto (1971), Sugli specchi e altri saggi (1985), Kant e l’ornitorinco (1997), Storia della bellezza (2004), A passo di gambero (2006) e la felice traduzione dei funambolici Esercizi di stile (1983) di R.Queneau.
Tra i suoi ultimi libri: il romanzo Il cimitero di Praga (2010), la raccolta di saggi Costruire il nemico (2011), Storia delle terre e dei luoghi leggendari (2013), Numero Zero (2015), Pape Satàn Aleppe. Cronache di una società liquida (2016).
Umberto Eco è stato uno dei favoriti per l'assegnazione del premio Nobel per la Letteratura.
Trama: Ultima settimana del novembre 1327. Il novizio Adso da Melk accompagna in un'abbazia dell'alta Italia frate Guglielmo da Baskerville, incaricato di una sottile e imprecisa missione diplomatica. Ex inquisitore, amico di Guglielmo di Occam e di Marsilio da Padova, frate Guglielmo si trova a dover dipanare una serie di misteriosi delitti (sette in sette giorni, perpetrati nel chiuso della cinta abbaziale) che insanguinano una biblioteca labirintica e inaccessibile. Per risolvere il caso, Guglielmo dovrà decifrare indizi di ogni genere, dal comportamento dei santi a quello degli eretici, dalle scritture negromantiche al linguaggio delle erbe, da manoscritti in lingue ignote alle mosse diplomatiche degli uomini di potere. La soluzione arriverà, forse troppo tardi, in termini di giorni, forse troppo presto, in termini di secoli.
Recensione: È stato il primo libro che abbia letto di Umberto Eco. Adoro il suo modo di scrivere, che ti coinvolge e ti invoglia a proseguire la lettura per scoprire come va a finire la storia. Adoro anche il suo modo di descrivere le situazioni, gli oggetti, i personaggi, perché ti permette di addentrarti talmente tanto nella storia che ti sembra di vivere insieme a loro, di vedere i luoghi, di ascoltare i dialoghi dal vivo. Non come un libro, ma quasi come un film, perché mentre leggevo, nella mia mente si proiettavano le immagini che costruivo a mano a mano che proseguivo nella lettura. Bello e appassionante. Ogni lettore dovrebbe avere questo libro nella sua libreria. Un libro che consiglio!
Recensione: Il segreto del Grace College
Il segreto del Grace College di Krystyna Kuhn
Titolo: Il segreto del Grace College
Titolo Originale: Das Tal. Das Spiel
Autore: Krystyna Kuhn
Genere: Young Adult
Prezzo Cartaceo: € 16.00
Pagine: 302
Pubblicazione: 2011
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Valutazione: ⭐⭐⭐
Trama: Un party di benvenuto in riva al Lake Mirror: così vengono accolte le matricole del Grace College, una prestigiosa università riservata ai migliori studenti del Paese. Ma la festa rischia di trasformarsi in tragedia quando Robert Frost, uno tra gli alunni più brillanti del primo anno, si getta all'improvviso nelle gelide acque del lago e, una volta tratto in salvo, racconta di aver visto una ragazza dai capelli blu tuffarsi da uno scoglio senza più riemergere. Nessuno però ha notato niente, e Robert diventa subito lo zimbello del campus. Soltanto sua sorella Julia gli crede e decide d'indagare, anche perché fin dal loro arrivo in quel luogo quasi inaccessibile, annidato in una sperduta valle delle Montagne Rocciose, lei ha percepito un'atmosfera ostile e minacciosa. E soprattutto perché una ragazza è davvero scomparsa. Si tratta di Angela, la caporedattrice del giornale universitario, che tuttavia è su una sedia a rotelle e di certo non ha i capelli blu. Sebbene Julia sembri determinata a dimostrare che il fratello non è né pazzo né bugiardo, in realtà il suo scopo è ben diverso: deve evitare che lei e Robert attirino troppo l'attenzione, altrimenti qualcuno potrebbe scavare nel loro passato e scoprire il terribile segreto che li ha costretti ad abbandonare tutto ciò che avevano di più caro.
Recensione: Trattasi di un thriller con protagonisti dei giovani e nel quale l'inquietudine è data solo dall'ambientazione e dallo scavo psicologico. L'Università nella quale il romanzo si svolge , situata nel cuore delle Montagne Rocciose, è simile a tanti altri atenei degli Stati Uniti : si parla di scuole costruite lontano dall'abitato, in mezzo alla natura selvaggia, nell'intenzione di "isolare" gli studenti affinché essi non si deconcentrino con gli svaghi offerti dalla civiltà. E così il "Grace College" diventa un "mondo a parte", ovvero un'università dove tecnologicamente non manca nulla, da negozi specializzati che vendono di tutto a postazioni con veloci connessioni a internet, ma all'interno della quale si muovono ricatti e trasgressioni. La trama è buona ma lo stile lascia molto a desiderare. I personaggi non sono ben delineati ed il racconto è troppo macchinoso, quindi non è coinvolgente, anzi ti annoia anche un po'.
In particolar modo la prima parte è lenta, con quelle frasi appese che dovrebbero invogliarti a capire qualcosa di più ma che fanno venire solo il nervoso, è come se fosse tutto a metà. Devo dire che la seconda parte migliora, diventa più scattante anche se prevedibile.
" Tutti hanno qualcosa da nascondere."
Recensione: Il fantasma di Canterville e altri racconti
Il fantasma di Canterville e altri racconti di Oscar Wilde
Titolo: Il fantasma di Canterville e altri racconti
Titolo Originale: Lord Arthur Savile's Crime and Other Stories
Autore: Oscar Wilde
Genere: Narrativa Straniera-Horror e Narrativa Gotica Classica
Prezzo Cartaceo: € 6,00
Prezzo Ebook: € 1,99
Pagine: 138
Pubblicazione:2012
Editore: Giunti Editore
Collana: Y Classici
Valutazione: ⭐⭐⭐
Oscar Wilde: Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde, nato e cresciuto a Dublino in un ambiente colto e spregiudicato, studiò a Oxford dove ebbe come maestri J. Ruskin e W. Pater.
Il suo ingegno brillante, i suoi successi letterari e le sue pose eccentriche lo imposero come una delle personalità dominanti nei circoli artistici e nei salotti mondani sia inglesi che francesi.
Visse prevalentemente tra Parigi e Londra, ma con frequenti viaggi in Italia, Grecia e Nordafrica. Nel 1882 si recò negli Stati Uniti per un fortunato ciclo di conferenze sull’estetismo.
Nel 1884 sposò Constance Lloyd, da cui ebbe due figli, ma ben presto il matrimonio naufragò. Tutta l’aristocrazia e la classe dirigente di cui era stato fino a poco prima l’idolo lo abbandonarono a causa della sua relazione con lord Alfred Douglas, che in particolare gli mise contro il padre di questi, marchese di Queensberry. In un processo che suscitò enorme scalpore, fu condannato per omosessualità a due anni di lavori forzati (1895). Scontata la pena, in miseria e abbandonato da tutti, si rifugiò in Francia dove morì tre anni dopo.
Dopo un libro di versi, Poesie (Poems, 1881), nel 1888 pubblicò un volume di favole per adulti, sentimentali e moraleggianti, Il principe felice (The happy prince), delle quali uscì nel 1891 una raccolta accresciuta con il titolo La casa dei melograni (The house of pomegranates); l’umorismo prevale invece nei racconti di Il delitto di lord Arthur Savile (Lord Arthur Savile’s crime, 1891).
I saggi di Intenzioni (Intentions, 1891) esprimono la sua dottrina estetica, mentre le sue riflessioni politiche, ispirate a un anarchismo idealizzato, sono esposte ne L’anima dell’uomo sotto il socialismo (The soul of man under socialism, 1891).
Sempre nel 1891 uscì il suo romanzo più celebre Il ritratto di Dorian Gray (The picture of Dorian Gray), massima espressione del decadentismo e dell’estetismo. Scrisse anche una serie di commedie in cui la polemica sociale è diluita in battute ironiche e paradossi cinici quanto brillanti: ricordiamo Il ventaglio di lady Windermere (Lady Windermere’s fan, 1892), Un marito ideale (An ideal husband, 1895) e L’importanza di chiamarsi Ernesto (The importance of being Earnest, 1895). La sua opera teatrale più celebre è senza dubbio Salomé, scritta in francese nel 1891 per Sarah Bernhardt, rappresentata per la prima volta nel 1896 e successivamente musicata da Richard Strauss (1905).
Nelle ultime opere, De profundis (in prosa, scritta in parte in carcere e pubblicata postuma, nel 1905) e La ballata del carcere di Reading (The ballad of Reading Gaol, 1898), la più celebre delle sue poesie, all’autocompiacimento si è sostituita l’autocompassione e l’orgoglio.
La sua opera è inseparabile dalla sua vita. Non solo predicò l’estetismo, ma volle vivere la propria vita come un’opera d’arte. Il tentativo di conciliare istanze di ribellione e mondanità si riflette nell’atteggiamento verso la società vittoriana, criticata ferocemente ma anche blandita. La sua opera viene spesso accostata a quella di Ch. Swinburne, di W. Pater, di J.-K. Huysmans, e alla pittura dei preraffaelliti e di Gustave Moreau.
Trama: Un ricco ministro americano, Hiram B. Otis, si trasferisce in Inghilterra e sceglie di abitare nell'antico castello di Canterville. Non si fa certo impressionare dalla leggenda che vuole il castello infestato da un vecchio fantasma, l'antico proprietario, Sir Simon, che uccise la moglie Lady Eleonore e scomparve nel nulla... "Il fantasma di Canterville" è una delle opere più conosciute e amate di Oscar Wilde, capolavoro di una scrittura al contempo raffinatissima e accessibile, intriso di ironia e di significati nascosti.
Recensione: Racconti deliziosi, leggeri e veloci, ma ognuno intriso di significato. Oscar Wilde non delude mai: affascinante l'inventiva, l'immaginazione e l'estro. Amo rileggere la biografia all'inizio dei suoi libri, ogni volta si scopre qualcosa che pare di non aver mai letto prima. Leggere il fantasma di Canterville è la lettura di classici meno faticosa che possa esistere. La narrazione è scorrevole, i personaggi ben delineati e divertenti e la storia ha quel qualcosa di misterioso che a fine narrazione, anche dopo averlo riletto per anni, lascia ancora perplessi. La ragazza e il fantasma quale patto hanno stretto? Cosa c'è dietro? Motivo in più per rileggerlo, un libro che consiglio!
Recensione: Gli ultimi giorni dei nostri padri
Gli ultimi giorni dei nostri padri di Joël Dicker
Titolo: Gli ultimi giorni dei nostri padri
Titolo Originale: Les derniers jours de nos pères
Autore: Joël Dicker
Genere: Narrativa Straniera - Libro ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale
Prezzo Cartaceo: € 9,90 , € 20,00 Edizione Vecchia
Prezzo Ebook: € 6,99
Pagine: 462
Pubblicazione: 2015
Editore: Bompiani
Collana: Tascabili narrativa
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐
Joël Dicker: Joël Dicker è nato a Ginevra nel 1985. La verità sul caso Harry Quebert è il suo secondo romanzo. Il primo, Les derniers jours de nos pères, ha ricevuto il Prix des écrivains genevois nel 2010. La verità sul caso Harry Quebert ha ottenuto il Grand Prix du roman de l’Académie Française 2012 e il Prix Goncourt des lycéens 2012, ed è tradotto in oltre 25 paesi. Nel 2016 Bompiani pubblica La tigre.
Trama: Settant'anni dopo i fatti narrati, Gli ultimi giorni dei nostri padri è uno dei primi romanzi a evocare la creazione della SOE e a raccontare le vere relazioni tra la Resistenza e l'Inghilterra di Churchill
Londra, 1940. Per evitare l'annientamento dell'esercito britannico a Dunkerque, Churchill ha un'idea che cambierà il corso della guerra: creare una squadra di servizi segreti che lavori nella segretezza più assoluta, la SOE, Special Operations Executive. La SOE è incaricata di azioni di sabotaggio e intelligence tra le linee nemiche e coinvolge persone tra la popolazione locale più insospettabile. Il giovane Paul-Émile lascia Parigi per Londra nella speranza di unirsi alla Resistenza. Reclutato dalla SOE, è inserito in un gruppo di connazionali che diventeranno suoi compagni e amici del cuore. Addestrati in Inghilterra, i soldati verranno rimandati nella Francia occupata e scopriranno presto che il controspionaggio tedesco è già in allerta.
Recensione: Joël Dicker è un autore che mi piace molto, i suoi romanzi li ho divorati e questo non fa eccezione. E' diverso da "La verità sul caso Harry Quebert" e da "Il libro dei Baltimore" e all'inizio l'ho trovato un po’ lento, ma ho fatto bene a continuare la lettura: libro scritto benissimo, i personaggi sono ben descritti e l'ambientazione accurata e precisa.
Libro dopo una partenza un pochino lenta si è dimostrato almeno a me molto scorrevole e bello nel suo genere che tratta dell'amore dell'amicizia e dei rapporti umani con lo sfondo del periodo storico della seconda guerra mondiale, con dei riferimenti storici che fanno da contorno alla storia. Bello non me lo aspettavo così avvincente. Un libro che consiglio!
Libro euro 9,90 Nuova edizione ↑
Libro euro 20,00 Vecchia Edizione
Recensione: L'incredibile storia degli imperatori romani
L'incredibile storia degli imperatori romani, i ritratti degli uomini che hanno fatto grande Roma di Massimo Blasi
Titolo: L'incredibile storia degli imperatori romani
Autore: Massimo Blasi
Genere: Storia - Storia antica: fino al 5000 d.C
Prezzo Cartaceo: € 14,90
Prezzo Ebook: € 5,99
Pagine: 538
Pubblicazione: 2018
Collana: I volti della Storia
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐
Trama: La Storia è un affresco vivido di uomini e donne in carne e ossa che hanno combattuto, ucciso, odiato, ma anche sognato e amato. In particolare, la storia degli oltre 150 imperatori che si sono succeduti da Augusto in poi offre uno spaccato estremamente ricco e variegato dell'animo umano, tanto delle sue grandezze quanto delle sue meschinità. Questo libro è composto dai ritratti delle vite degli uomini (e di alcune donne) più potenti del mondo romano e bizantino, con curiosità, aneddoti e intrighi, che regalano alla lettura la piacevolezza della narrazione romanzesca. Testimonianze di età antica e medievale, ma anche studi moderni di ricercatori di fama internazionale, letteratura, archeologia, epigrafia, arte, numismatica e papirologia sono alcune delle fonti attraverso le quali è stato possibile ricostruire la vita dei principi. Il volume è strutturato per profili biografici ordinati cronologicamente da Augusto, padre dell'impero romano d'Occidente, a Costantino Paleologo, ultimo imperatore di Bisanzio.
Recensione: La scrittura, in primis, è scorrevole, vivace e mai pesante.
La trattazione è scientifica, ricca di riferimenti e citazioni, senza per questo togliere nulla alla fluidità del discorso.
Complimenti all'autore, perché ha saputo, in maniera sapiente, proporre una lunga trattazione storica attraverso un'esposizione intrigante e coinvolgente, riuscendo a dare grande dignità alla materia trattata e allo stesso tempo, grazie alla scrittura, a coinvolgere chi probabilmente non ha grande dimestichezza con la storia di Roma.
Testo davvero notevole e per chi ama la storia lo consiglio molto!
Recensione: Il matrimonio delle bugie
Il matrimonio delle bugie di Kimberly Belle
Titolo: Il matrimonio delle bugie
Titolo Originale: The Marriage Lie
Autore: Kimberly Belle
Genere: Thriller e Suspence
Prezzo Cartaceo: € 12,00
Prezzo Ebook: € 2,99
Pagine: 350
Pubblicazione: 2018
Editore: Newton Compton
Collana: Nuova narrativa newton
Valutazione: ⭐⭐⭐
Trama: Dopo sette anni di matrimonio, Iris e Will sono il ritratto della coppia felice: vivono in una bella casa, hanno un lavoro appagante e stanno cercando di avere un bambino. Quando Will parte per un viaggio di lavoro in Florida, Iris non sa che il suo mondo perfetto sta per crollare. Quella mattina, infatti, un aereo diretto a Seattle precipita e tra i nomi delle vittime c’è inspiegabilmente quello di Will. Iris è sconvolta, ma è certa che si tratti di un errore. Perché Will avrebbe dovuto mentirle? Che cosa doveva fare a Seattle? E su cosa altro ancora potrebbe averle raccontato bugie? Se vuole davvero arrivare alla verità, Iris dovrà affrontare un’indagine disperata per scoprire che cosa si nascondeva sotto la superficie calma del suo matrimonio. Ma non ha idea delle conseguenze che tutto ciò potrebbe avere.
Recensione: Fino a che punto si è disposti a perdonare per amore? Un thriller perfetto. Ottima suspence, scrittura scorrevole, trama che ti incatena alle pagine, storia originale. Iris e Will: un matrimonio apparentemente perfetto che nasconde delle enormi bugie. Il romanzo viene narrato in prima persona da Iris, pertanto è impossibile restare estranei alla storia e non provare il contrasto di emozioni e sensazioni che inondano la protagonista come uno tsunami. Rabbia e speranza viaggiano di pari passo prendendo il sopravvento a parti alterne. Trama ben strutturata è un libro che consiglio!
«Questo thriller intelligente parte da un interrogativo ben preciso: cosa faresti se scoprissi che tuo marito non è quello che credi? Un romanzo adrenalinico, con un sorprendente colpo di scena finale» – Daily Mail
Recensione: Lolita
Lolita di Vladimir Nabokov
Titolo: Lolita
Autore: Vladimir Nabokov
Genere: Narrativa Erotica
Prezzo Cartaceo: € 12,00
Prezzo Ebook: € 4,99
Pagine: 395
Pubblicazione: 1996
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Valutazione: ⭐⭐⭐
Vladimir Nabokov: Vladimir Vladimirovic Nabokov nacque da una famiglia della vecchia nobiltà russa che, dopo la rivoluzione del 1917, emigrò in Occidente. Completati gli studi a Cambridge, visse in Inghilterra, Francia e Germania, acquistando, con i suoi primi scritti in russo, sotto lo pseudonimo di «Sirin», vasta notorietà nell’ambiente dei suoi compatrioti emigrati. Nel 1940 si trasferì negli Stati Uniti, dei quali cinque anni dopo prese la cittadinanza. Da allora scrisse in inglese e tradusse in questa lingua alcune delle sue opere precedenti. Per undici anni insegnò Letteratura Russa alla Cornell University di Ithaca; negli ultimi anni visse in Svizzera, a Montreux, alternando l’attività letteraria alle sue appassionate ricerche di entomologo.
Preceduto da un esordio poetico, con liriche di stampo simbolista, nel 1926 uscì il suo primo romanzo, Masenka, cui seguirono: Re, donna, fante (1928), una parodia del romanzo tradizionale; La difesa (1929), una storia di scacchi, argomento prediletto da Nabokov per la sua carica metaforica; L’occhio (1930), vicenda quasi pirandelliana di un russo emigrato a Berlino; Camera oscura (1932), sulla falsariga di un poliziesco; l’enigmatico Gloria (1933); Invito a una decapitazione (1935), racconto di sapore kafkiano. Queste opere rivelano l’altissimo livello dell’«ibrido» culturale di Nabokov, che riesce a fondere temi e modi della letteratura russa (lo sdoppiamento esistenziale dostoevskiano, il grottesco gogoliano) con la raffinata consapevolezza dei mutamenti che, tra le due guerre, stavano rivoluzionando le forme e l’idea stessa del romanzo.
Il passaggio alla lingua inglese provocò un ulteriore approfondimento dell’intensa ricerca formale già in atto, così come il contatto con una diversa realtà sociale offrì nuove occasioni e verifiche al tema di fondo della narrativa di Nabokov: la frammentazione dell’identità individuale nella società contemporanea. Nacquero così La vera vita di Sebastian Knight (The real life of Sebastian Knight, 1941) e I bastardi (Bend Sinister, 1949); poi i romanzi di vita americana, primo fra tutti Lolita, che, pubblicato nel 1955 dall’Olympia Press di Parigi, rivelò improvvisamente a un pubblico mondiale il nome di Nabokov. Il romanzo, intriso di sperimentalismo «europeo», offriva nello stesso tempo una straordinaria immagine «interna» dell’America, con i suoi miti e con le sue ossessioni (soprattutto il sesso). Notevole fu la sua influenza sugli stessi narratori americani della nuova generazione (in particolare John Barth). Seguì Fuoco pallido (Pale fire, 1962), che tornando all’ ambiente, già ironicamente esplorato in Pnin (1957), dei colleges americani (una realtà apparentemente decorosa ed efficiente, ma sotterraneamente ambigua e violenta), fornisce forse la prova più matura della maestria formale di Nabokov: dal tessuto lessicale alla stessa struttura narrativa che, muovendo da una duplice invenzione (un poema alla Pope e il suo dotto, tortuoso commentario), si scompone in un infinito gioco di specchi, allusione alla non-identità dell’arte e del suo artefice. Ada (Ada or ardor: A family chronicle, 1969) offre una sintesi suggestiva dell’arte di Nabokov. In questo romanzo tornano, stravolti da una scrittura ironicamente senile, le sue monomanie tematiche: la duplicità ambigua del reale, la passione del gioco, del puzzle, l’ossessione del sesso, qui spinto fino all’ estremo narcisistico dell’incesto. Tra i racconti di Nabokov vanno citati quelli raccolti in La dozzina di Nabokov (Nabokov’s dozen, 1958) e in Quartetto di Nabokov (Nabokov’s quartet, 1967); tra i romanzi più tardi Cose trasparenti (Transparent things, 1973) e Guarda gli arlecchini! (Look at the arlequins, 1974). Parla, ricordo (Speak, memory, 1967), elogio della funzione preservatrice della memoria, è la ricerca autobiografica del passato russo cancellato dalla storia. Eccellente critico di letteratura russa, Nabokov è autore di uno splendido studio su Nikolaj Gogol’ (1944) e di una traduzione inglese, commentata, dell’Evgenij Onegin di Puskin. Altri saggi su scrittori europei dell’Ottocento e del Novecento sono stati raccolti postumi in Lezioni di letteratura (1980).
In Italia le sue opere appaiono presso Adelphi.
Trama: "Dopo trentasei anni rileggo Lolita di Vladimir Nabokov, che ora Adelphi ripresenta... Trentasei anni sono moltissimi per un libro. Ma Lolita ha, come allora, un'abbagliante grandezza. Che respiro. Che forza romanzesca. Che potere verbale. Che scintillante alterigia. Che gioco sovrano. Come accade sempre ai grandi libri, Lolita si è spostato nel mio ricordo. Non mi ero accorto che possedesse una così straordinaria suggestione mitica". (Pietro Citati)
Recensione: Un'esplorazione dell'animo umano maschile nella decadenza dei sensi. Il suo merito ancora oggi è quello di arrivare sul ciglio dell’abisso, dando forma letteraria a un’ossessione che per sua natura non può essere risolta e di focalizzare sull'effimera voluttà della bellezza in fiore. Una sensualità molto snobistica e assai poco erotica, così come questo romanzo scritto in maniera elegante e quasi distaccata. Il romanzo si legge bene ma non è una lettura appassionante. Un libro controverso, con una retorica a tratti pedante, tuttavia chi apprezza uno stile molto ricco, direi quasi barocco, lo troverà stupendo. Nabokov è un ottimo narratore, riesce a rappresentare il protagonista esattamente per quello che è: talmente ottuso nelle sue ossessioni che il suo nome si ripete due volte, perso in fantasie adolescenziali che non trovando sfogo nell’ immediato, si ripercuotono nel futuro con conseguenze scandalose. E poi Lolita, una ragazza, una bambina che è vittima e carnefice, Anch'essa ci è descritta da Nabokov minuziosamente.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Recensione: I fiori del male
I fiori del Male di Charles Baudelaire Titolo: I fiori del male Titolo Originale: Les Fleurs du mal Autore: Charles Baudelaire Genere: Po...
-
I sei pilastri dell'autostima di Nathaniel Branden Titolo: I sei pilastri dell'autostima Titolo Originale: The six pillars of ...
-
La collina dei conigli di Richard Adams Titolo: La collina dei conigli Titolo Originale: Watership Down Autore: Richard Adams Genere: Nar...
-
Notre - Dame de Paris di Victor Hugo Titolo: Notre - Dame de Paris Titolo Originale: Notre - Dame de Paris Autore: Victor Hugo Genere: C...







